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Bronko Nagurski: il titano dei Monsters of the Midway


Fango, tanto fango all’epoca era quello che si mangiava sui campi da football, ma a Bronko cresciuto nelle campagne del Minnesota non spaventava. Del resto era uno che incrinava i muri di cinta dello stadio e che dopo un infortunio, tornava in campo cambiando ruolo.


La forza della natura: l'uomo che non correva intorno ai difensori, ma li attraversava.


Inserito tra gli All-Pro in due distinti ruoli: fullback e tackle, coi suoi oltre cento chili ricopriva entrambe le specialità, senza temere colpi.
Inserito tra gli All-Pro in due distinti ruoli: fullback e tackle, coi suoi oltre cento chili ricopriva entrambe le specialità, senza temere colpi.

Se il football americano ha una figura mitologica, quella è sicuramente Bronko Nagurski. In un'epoca in cui gli atleti erano già uomini duri, Bronko era qualcosa di diverso: un gigante di muscoli e acciaio che sembrava uscito da una leggenda popolare. Simbolo dei Chicago Bears degli anni '30, Nagurski ha incarnato la potenza pura, diventando l'unico giocatore nella storia a essere inserito nella Hall of Fame come All-Pro in due ruoli diversi, contemporaneamente.

La potenza devastante: fullback e tackle

Nagurski non giocava a football, lo dominava fisicamente. Con i suoi 104 chili di muscoli (un’enormità per gli anni '30), terrorizzava gli avversari sia in attacco che in difesa. Quando portava la palla come fullback, il suo stile era semplice: testa bassa e carica frontale. In difesa, come tackle, era un muro invalicabile che schiacciava i portatori di palla avversari.

Il mito dell'impatto: si racconta che durante una corsa al Wrigley Field, Bronko colpì un difensore, ne travolse un secondo e finì la corsa contro il muro di mattoni dello stadio, incrinandolo. Tornando in panchina, esclamò: "Quel tipo mi ha colpito proprio forte!".

L'unico nel suo genere: è l'unico giocatore ad aver fatto parte della squadra ideale della Nfl gli All-Pro, sia come attaccante che come difensore nello stesso anno. Inoltre, a seguito di un infortunio, anziché sedersi in panchina si schierava come offensive tackle.

I Successi con i Bears e l'intervallo nel wrestling


Ebbe una pausa da campione mondiale di wrestling, per poi tornare al football durante la Seconda guerra mondiale, all'epoca molti giocatori partivano per la guerra.
Ebbe una pausa da campione mondiale di wrestling, per poi tornare al football durante la Seconda guerra mondiale, all'epoca molti giocatori partivano per la guerra.

Sotto la guida di George Halas, Nagurski porta i Chicago Bears a vincere tre campionati Nfl (1932, 1933, 1943). La sua carriera ha anche avuto però una parentesi incredibile: nel 1937, a causa di una disputa contrattuale, lascia il football per diventare un campione mondiale di wrestling.

Il ritorno leggendario: nel 1943, con la lega decimata dai giocatori partiti per la Seconda guerra mondiale, Nagurski torna ai Bears a trentacinque anni. Nonostante l'età, trascina la squadra alla vittoria del titolo, dimostrando che la sua forza non è svanita con il tempo.

 

Un'eredità incisa nell'acciaio

I numeri di Bronko non raccontano tutta la storia, perché all'epoca le statistiche erano parziali, ma il suo impatto è impresso nei libri di storia. Hall of Fame: membro della classe inaugurale della Pro Football Hall of Fame nel 1963. All-Decade Team: nominato nella squadra ideale Nfl degli anni '30.

L'anello di Bronko: la sua forza era tale che la sua misura di anello era la più grande mai vista, i gioiellieri dovettero creare strumenti appositi per misurare le sue dita massicce.

L'Uomo delle praterie del Minnesota


Uomo taciturno e riservato, che in campo si trasformava in una forza della natura.
Uomo taciturno e riservato, che in campo si trasformava in una forza della natura.

Fuori dal campo Nagurski era l'antitesi della sua furia agonistica: un uomo silenzioso, umile e profondamente legato alla sua terra, il Minnesota. Era la personificazione del lavoratore instancabile, uno che preferiva i fatti alle parole.

La curiosità: si dice che un allenatore lo abbia reclutato dopo averlo visto arare un campo. Quando l'allenatore gli chiese la direzione per la città, Bronko solleva l'aratro con una mano sola e lo usa per indicare la strada.

Un simbolo eterno, di forza trasformata in arte


Il suo numero 3 è stato ritirato dai Chicago Bears. Bronko Nagurski resta il simbolo di un football che non esiste più, fatto di fango, cuoio e scontri frontali senza esclusione di colpi. È stato il primo vero super atleta del gioco, un uomo che ha trasformato la forza bruta in una forma d'arte.

 

Luca Salera

 
 
 

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