Dexter Lawrence ai Bengals, dentro un nuovo contratto con un solo anno in più
- Luca Corporente

- 11 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Alla fine Cincinnati estende il giocatore per un solo anno, rispetto al contratto che aveva coi Giants, assicurandosi un pezzo di valore, senza pesare troppo sul cap e con la possibilità di decidere cosa fare di lui, nel 2027 anche in base ai risultati.

A cura di: Luca Corporente
Come spesso accade nella lega, pochi giorni prima dell’inizio del Draft alcune franchigie si muovono per finalizzare una trade, quest’anno la transazione più rilevante è stata senza dubbio

quella tra Giants e Bengals per: Dexter Lawrence. La franchigia di Cincinnati ha ceduto quella che sarebbe stata la prima selezione al Draft di quest’anno, nello specifico la decima scelta assoluta, per assicurarsi i diritti e le prestazioni di uno dei migliori defensive interiors della lega. La tigre di Clemson che va così ad unirsi a quelle del Bengala, un’unione scritta nelle stelle, che ha ovviamente riscosso tanto successo fra i tifosi nero arancio.
Come nel caso di ogni trade, i Bengals ereditano l’esistente contratto del ventottenne, che prevedeva la chiusura nella stagione 2028. Un dettaglio non da poco, perché ha permesso alla franchigia ricevente di poter partire da cifre esistenti e ovviamente basate sulle tendenze di mercato risalenti al 2023, quando il contratto fu originariamente fatto. Ragione che, oltre al valore del giocatore, spiega il prezzo di scambio richiesto e ottenuto dai New York Giants. Anche se ci troviamo di fronte a un contratto non in scadenza, è comunque pratica comune per le squadre che ricevono un nuovo giocatore quella di estendergli il contratto. Non stupisce dunque che i Bengals abbiano seguito lo stesso ragionamento, curiosi invece sono certamente lunghezza e valore complessivo del contratto che han fatto (un’estensione di un anno, fino a tutto il 2028 dal valore complessivo di 28 milioni, vedremo a breve come ripartito).

Da una parte Cincinnati è riuscita a strappare numeri davvero ottimi in proiezione alla stagione di riferimento, ossia quella 2028, in cui pagherà Lawrence solo 23 milioni di dollari (22,7 per la precisione). I matrimoni però si fanno in due e la tutela del giocatore è quella di aver aggiunto una sola stagione all’accordo, di fatto preparando il terreno per un’ulteriore estensione e adeguamento nel 2027. La cifra riportata qui non coincide con quella riportata dai media, che parlavano di 28 milioni complessivi, per motivi ben precisi. La franchigia di Cincinnati, oltre ad operare un’estensione come spesso accade ha anche riformulato l’accordo precedente. La somma di 28 milioni quindi rappresenta tutto il denaro che i Bengals son pronti a pagare Lawrence, ma non è unicamente riferita alla stagione aggiunta nell’estensione che, come detto, varrà 23 milioni netti, per così dire. I cinque milioni rimanenti sono da riferirsi dunque alle stagioni precedenti che, non a caso, vedono aumentare il cash totale che va al giocatore, rispettivamente di due e tre milioni nel 2026 e nel 2027.
Questi aumenti sono strettamente legati anche alla parte garantita dei 28 milioni totali, che è di 10 milioni, cifra che i Bengals hanno gestito come roster bonus interamente garantito alla firma. Lawrence si assicura così dieci milioni della compensazione relativa alla stagione 2026, che in precedenza ne prevedeva solamente 3,2 garantiti, per infortunio. Una differenza che Cincinnati ha sottratto dal base salary 2026, diminuendolo da 18,5 a 11 milioni, mossa che gli ha permesso di abbassare il cap hit 2026 da 20 a 15,3 milioni.

Le due riduzioni non coincidono per un motivo ben preciso: essendo il roster bonus interamente garantito, questo per regole NFL viene automaticamente spalmato fino ad un massimo di cinque stagioni. Essendo la cifra in questione di 10 milioni e la durata contrattuale di soli tre anni, sul cap hit 2026 si vedranno ammontare circa 3,3, perché i dieci milioni vengon spalmati su solo tre anni, non cinque.
L’aumento relativo alla stagione 2027 è invece da ricercare nella decisione dei Bengals di eliminare un roster bonus di 2,5 milioni e inserire invece un option bonus di 8,5 milioni. Entrambe le formule non sarebbero state garantite e il pagamento sarebbe per entrambe avvenuto nella stagione di riferimento.

La differenza, oltre ovviamente a quella numerica, sta nella data di esercizio e relativo comportamento contabile. Mentre il roster bonus prevede, infatti, il pagamento al quinto giorno dall’inizio del league year 2027 senza poter essere spalmato, il nuovo option bonus aggiunge cinque giorni di tempo al momento in cui potrà esse esercitato. I Bengals dunque aumentano sì la cifra, ma riescono anche a strappare cinque giorni di tempo aggiuntivi, per capire come gestire al meglio il rimanente dell’accordo. Come nel caso relativo alla stagione 2026, inoltre, la franchigia ha diminuito la cifra collegata al base salary 2027, abbassandolo da 18 a 15,5 milioni.
La stagione 2028, aggiunta con l’estensione, prevede solo il base salary di 21,7 milioni, oltre al per game active bonus di 1 milione presente per tutta la durata dell’accordo, ereditato dal contratto Giants.

Cincinnati si aggiudica così un giocatore di alto livello, assicurandosi la sua permanenza per almeno tre stagioni, su cifre assolutamente sotto la media di mercato. La data dell’option bonus 2027 (di cui parlavamo prima) fungerà molto probabilmente da crocevia, in base a ciò che i Bengals decideranno di fare si capirà il futuro dell’accordo. L’attivazione del bonus, anche semplicemente per motivi contabili, è chiaro che aumenterebbe la probabilità di una nuova estensione. La mancata attivazione apre, invece, scenari diversi.




Commenti