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Gary Collins: il Clutch originale dei Cleveland Browns


Detiene ancora oggi, ai Browns, il record di ricezioni per il touchdown, ottenuto in un’era in cui il gioco era nettamente sbilanciato sulle corse. Curioso che avesse il doppio ruolo di ricevitore e punter fenomenale, cosa che aiutava in difesa.


L’uomo delle finali: il ricevitore che ha regalato a Cleveland l’ultimo titolo mondiale prima dell’era moderna



Un gigante che superava in altezza i cornerback che dovevano marcarlo.
Un gigante che superava in altezza i cornerback che dovevano marcarlo.

Se chiedete a un tifoso storico dei Cleveland Browns chi sia stato il giocatore più affidabile nei momenti che contano, il nome di Gary Collins uscirà sempre al primo posto. Non era solo un ricevitore potente e un punter eccezionale, era l’uomo del destino, colui che trasformava le partite difficili in trionfi leggendari. In un’epoca dominata dalle corse di Jim Brown, Collins è stato l’arma aerea che ha reso Cleveland una macchina perfetta.


L’incubo delle difese: il ricevitore totale


Scelto come quarta scelta assoluta nel Draft 1962, Gary Collins non ha perso tempo. Con i suoi 193 cm di altezza, era un gigante per l’epoca, capace di sovrastare fisicamente i cornerback avversari. Ma Collins non era solo stazza: aveva mani sicure come una cassaforte e una capacità innata di trovare la end zone.


Il record dei touchdown: ha guidato la lega in ricezioni nel 1963, con ben tredici segnature.



Collins non era solo un ricevitore d’élite, ma è stato una vera e propria doppia minaccia, è stato anche uno dei migliori punter della lega, capace di calciare il pallone con una precisione chirurgica per bloccare gli avversari in fondo al campo.


La partita perfetta: il campionato Nfl 1964


Al momento del ritiro era leader nelle marcature su ricezione, record che detiene ancora ai Browns.
Al momento del ritiro era leader nelle marcature su ricezione, record che detiene ancora ai Browns.

Il momento che ha consegnato Gary Collins all’immortalità sportiva è la finale del Campionato Nfl 1964. Contro i favoritissimi Baltimore Colts di Johnny Unitas, i Browns partivano come sfavoriti. In una partita rimasta bloccata sullo 0-0 fino al terzo quarto, Collins decide di riscrivere la storia. L’impresa: Collins riceve tre passaggi da touchdown dal quarterback Frank Ryan, schiacciando i Colts per 27-0. Quella prestazione gli è valsa il titolo di Mvp della finale e regala a Cleveland l’ultimo titolo mondiale prima della nascita del Super Bowl.


Numeri da Hall of Fame



Pressione per la partita? Zero, Collins era letteralmente infiammato dalle sfide.
Pressione per la partita? Zero, Collins era letteralmente infiammato dalle sfide.

Nonostante il gioco di quell’epoca fosse pesantemente sbilanciato sulle corse, i numeri di Collins restano impressionanti e testimoniano una costanza fuori dal comune: settanta touchdown. Al momento del ritiro, era tra i leader di ogni epoca per marcature su ricezione. Tre convocazioni al Pro Bowl: per tre anni consecutivi 1964, 1965 e 1966 come il migliore nel suo ruolo. All-Decade Team: nominato nella squadra ideale della Nfl per gli anni ’60, il decennio d’oro del football.


Ghiaccio nelle vene: il ricevitore Clutch


Collins aveva una caratteristica che gli allenatori amano sopra ogni cosa: non sentiva la pressione. Più la partita era importante, più lui giocava meglio. Era il bersaglio preferito nei terzi down e nelle situazioni di red zone, dove la sua intesa con Frank Ryan diventava quasi telepatica. Gary Collins detiene ancora oggi il record di franchigia dei Browns per il maggior numero di touchdown su ricezione in carriera (70). Un primato che resiste da oltre cinquant’anni, nonostante l’esplosione del gioco aereo moderno.


Un’eredità arancio-marrone



Si ritirerà nel 1971 e verrà inserito nella hall of fame made in Cleveland.
Si ritirerà nel 1971 e verrà inserito nella hall of fame made in Cleveland.

Ritiratosi nel 1971, Collins è rimasto nel cuore di Cleveland come il simbolo di una squadra che sapeva vincere con classe e durezza. È stato inserito nella Cleveland Browns Legends e il suo nome evoca, ancora oggi, i brividi tra chi ha avuto la fortuna di vederlo correre sulle linee laterali del vecchio Municipal Stadium.

Luca Salera

 
 
 

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