John Brodie: il quarterback gentiluomo che incantò San Francisco
- Luca Salera

- 28 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Dagli esordi nel golf e basket, ai record sul campo con i 49ers, ha concluso come atleta per diventare un famoso commentatore Nbc. Il suo numero dodici è stato ritirato, non ha vinto il Lombardi ma è stato il primo Mvp rosso oro, in era pre Montana.
Più di un atleta: l'uomo che ha guidato i 49ers attraverso due decenni di eleganza e innovazione aerea

Se esiste un nome che evoca la nostalgia del Candlestick Park e l'orgoglio della San Francisco degli anni '60 e '70, quel nome è John Brodie. In un'epoca in cui il football era ancora uno sport di trincea, Brodie portò nella Baia una precisione e uno stile che anticiparono di anni la rivoluzione aerea della Nfl. Non è stato solo il volto dei San Francisco 49ers per diciassette stagioni, ma è stato il simbolo di una fedeltà rara e di un talento cristallino.
Un talento multidimensionale
Scelto come 3ª assoluta nel Draft 1957, Brodie era ciò che oggi definiremmo un atleta totale. Prima di diventare una leggenda della Nfl, era una stella del golf (avendo partecipato anche al tour professionistico) e un eccellente giocatore di basket. Questa coordinazione straordinaria si traduceva in campo in una capacità di lancio che lasciava sbalorditi i difensori avversari.
Il dominio statistico: nel 1970, Brodie visse una stagione di grazia, guidando la Nfl in yard lanciate (2.941) e touchdown (24).
Mvp Nfl: Quell'anno fu premiato come Most valuable player, l'unico quarterback nella storia dei 49ers a vincere il premio prima dell'era di Joe Montana.
L'Uomo dei record e della longevità

John Brodie non era solo talento puro, era un professionista esemplare capace di mantenere standard altissimi per quasi vent'anni. Quando si ritira nel 1973, i suoi numeri lo collocano nell'Olimpo del gioco: 31.548 yard. Al momento del ritiro, è il terzo quarterback di sempre per yard lanciate, dietro solo a miti come Unitas e Tittle. Ben 214 touchdown: una cifra mostruosa per un'era in cui le difese potevano essere molto più fisiche con i ricevitori. Una carriera intera vissuta con un'unica maglia, quella dei 49ers, per ben diciassette stagioni e un legame che oggi sembra appartenere a un altro mondo.
Una seconda vita sotto i riflettori
Dopo aver appeso il casco al chiodo, Brodie non abbandona il mondo dello sport. La sua parlantina fluida e la sua profonda conoscenza del gioco lo rendono, infatti, uno dei commentatori televisivi più apprezzati per la Nbc. La sua voce diviene così familiare quanto i suoi lanci, raccontando per anni le gesta dei nuovi campioni della Nfl e portando nelle case degli americani la stessa eleganza che mostrava in campo.
La curiosità: Brodie è stato uno dei primi atleti a utilizzare la sua immagine per contratti pubblicitari di alto profilo, diventando un vero e proprio pioniere del marketing sportivo moderno.
Un'eredità d'oro e rossa, con il suo numero ritirato per sempre

Oggi il suo numero 12 è ritirato dai 49ers. Sebbene non sia mai riuscito a vincere il Super Bowl, il suo contributo alla crescita della franchigia è incalcolabile. Senza Brodie, probabilmente, non ci sarebbe stata la base culturale per la successiva West Coast Offense che avrebbe dominato gli anni '80.
Un ultimo saluto a John Brodie
Lo scorso venerdì il mondo del football ha dovuto dire addio a John Brodie, morto all’età di novant’anni. Con lui se ne va un pezzo di storia romantica della Nfl, un uomo che ha saputo portare grazia e intelligenza in uno sport brutale. John York il co chairman dei 49ers ha avuto modo di ricordare: “Da bambino il mio tifo 49ers iniziò guardando John che giocava da quarterback in tv. Dimostrava un incredibile attaccamento per i suoi compagni e non fece mancare mai il suo supporto all’organizzazione dopo il suo addio al campo”. Ciao, John. La Baia non ti dimenticherà mai.
Luca Salera



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