Maye e Darnold, ma anche tantissimo Vrabel contro Mcdonald, pronti per domenica?
- Redazione Men Of Honor

- 5 feb
- Tempo di lettura: 6 min
In attesa delle 00.30 di lunedì ci lanciamo in un’analisi approfondita di tutti i temi che riguardano il Super Bowl, dalle stats più predittive all’half time di Bad Bunny e lo facciamo con due articoli, in uscita oggi e domani. Ci avviciniamo così al grande evento facendoci un’idea dei punti di forza delle due contenders.
A cura di: Alessandro Iovenitti *
Domenica è il grande giorno, per noi italiani sarà già passata la mezza notte, ma ormai contiamo con ansia anche noi i giorni e le ore che ci separano dal Super Bowl di Santa Clara. L'unico vero evento che secondo l'etichetta universale: ferma letteralmente l'America. I New England Patriots sono gli habitué vista la loro dodicesima apparizione e sfideranno i Seattle Seahawks, alla quarta presenza. Che tra l’altro si presentano all’appuntamento con la voglia di vendicare l'ultimo finale catastrofico del 2015: a undici anni dall’indimenticabile intercetto di Malcolm Butler, il destino chiude il cerchio, nella cornice del Levi’s Stadium. Quale squadra è data favorita? Chi è davvero il candidato più forte ad alzare il Lombardi Trophy? Quale sarà la differenza reale tra le due squadre? Chi sarà l'Mvp della gara? E soprattutto, cosa ci possiamo aspettare dalla partita? Sono solo alcune delle domande che ci stiamo ponendo, da quando sono terminati i Championship Games. Partendo dall'analisi delle due squadre e passando per i singoli duelli che ci attendiamo, proviamo a dare risposte. E lo faremo assieme oggi e domani, in due puntate dense di statistiche e ragionamenti.

Le due squadre. Se da una parte i Patriots sembrano tornati ai fasti dell'era Brady, con una velocità sorprendente, anche grazie al regista Mike Vrabel al primo anno sulla panchina di Foxborough, dall'altra i Seahawks sono diventati una vera corazzata, sotto la guida dell'head coach Mike Macdonald e del coordinatore offensivo Klint Kubiak (nuovo allenatore Raiders nella prossima stagione), supportati da scelte eccellenti nella costruzione del roster (in pochi anni, su tutti, Smith-Njigba, Whitherspoon, Emmanwori che ha patito ieri un infortunio in allenamento, che speriamo non lo tenga fuori domenica). I bookmakers danno Seattle di poco in vantaggio, di 4,5 punti, gap dovuto al calendario più semplice avuto dai Pats e dalla sensazione di una maggiore completezza del roster dei Seahawks. Ma entrambe arrivano al Super Bowl con un record di 14-3 e in una partita secca tutto è assolutamente possibile.

I Patriots. Dopo pochi anni di transizione, iniziata sostanzialmente con la separazione dallo storico duo Brady-Belichick, hanno ritrovato la loro identità vincente grazie a un mix di gioventù stellare e veterani d'élite, sapientemente messi insieme dal pragmatismo di Mike Vrabel e da uno staff capace di puntare su scelte semplici e immediate, come quella di confermare il giovane quarterback Drake Maye, che al suo secondo anno di Nfl si è già dimostrato un all-pro. L'affidabilità dell'attacco poggia sulla connessione con il ricevitore veterano Diggs e il sempre affidabile tight end Henry, unitamente a discreti velocisti, Boutte su tutti, che non danno certezze agli avversari e offrono l'arma dell'imprevedibilità. Ma il punto di forza di questa stagione, ma in particolare ai playoff, è rappresentato dalla difesa, capace di fermare le corse e mettere grande pressione a tutti gli avversari, che ha permesso tra l’altro alla squadra di vincere anche partite sporche, come la vittoria per 10-7 contro i Broncos nella nevosa finale AFC. In essa gioca un ruolo fondamentale il leader difensivo Robert Spillane, insieme all'esperienza e alla forza di Harold Landry III e Christian Elliss, ma anche il talento e la freschezza atletica di diversi giovani, su tutti il cornerback Christian Gonzalez. E i punti deboli? Pochi, ma ci sono. La linea offensiva, nonostante i miglioramenti, ha mostrato crepe contro i pass rusher più veloci e non ha supportato sempre il gioco di corsa. Corse che, nonostante l'ottimo mix tra Stevenson e il rookie Henderson, poche volte hanno fatto la differenza. Il che finisce per obbligare Maye agli straordinari, aumentando il rischio di errori e prevedibilità.
I Seahawks. Sembrano davvero una squadra senza punti deboli, grazie all'esplosività di una difesa che può essere vista come la Legion of Boom 2.0, un attacco rodato, esperto e imprevedibile e un roster senza falle evidenti.
Tra i punti di forza in attacco, va annoverato l'uragano Jaxon Smith-Njigba, che ha vissuto una stagione storica da 1.793 yard grazie a un’intesa eccezionale con Darnold e all'aiuto del veterano
Cooper Kupp, sempre decisivo. Ma anche il supporto dell'ultimo innesto Shaheed, che sa garantire velocità e profondità per allargare il campo e qualche lampo inaspettato, nelle ultime partite, di Jake Bobo. Inoltre, l'attacco può contare su un'ottima linea, che garantisce protezione al quarterback e varchi per il gioco di corse, sempre molto efficiente (anche se l'infortunio di Charbonnet potrebbe pesare) con lo stratosferico Kennet Walker III.

E infine la difesa, la numero uno della lega, con soli 17.2 punti concessi a partita, con la pressione che arriva da ogni lato della linea difensiva e con una buona copertura a tutto campo, dall'efficienza del pilastro Ernst Jones alla secondaria guidata da fenomeni come Witherspoon, Woolen, Bryant, Love e il rookie Emmanwori (se potrà esserci). È difesa più fisica della Nfl, veloce e precisa, capace di annullare anche i migliori ricevitori. Trovare punti deboli a questa squadra, nel complesso, è estremamente difficile, ma possiamo segnalare alcuni limiti fra attacco e difesa come: l'imprecisione sotto pressione di Darnold e la sua mancanza di mobilità. L'assenza per infortunio di Charbonnet, che potrebbe far perdere freschezza a Walker alla lunga. Il possibile nervosismo di Woolen, come avvenuto contro i Rams nel Championship Game. E, se sarà effettivamente così, l’assenza di Emmanwori. Ma in generale, la pressione che si ha quando si è dati favoriti e il rischio di sentirla troppo, soprattutto se la partita non dovesse mettersi bene, potrebbero giocare un brutto scherzo anche a una squadra solida.

Focus sui due quarterback e sui punti di forza del rispettivo attacco
Da un lato troviamo, il veterano rinato: Sam Darnold. Dall'altro il giovane rampante, Drake Maye. Il primo, dopo il difficile esordio in Nfl a New York sponda Jets e i trascorsi in Carolina, San Francisco, e l'ottima parentesi a Minnesota, arriva a Seattle a 28 anni e trova il sistema perfetto

sotto la guida del giovane coordinatore offensivo Kubiak. Tanto che ora può giocarsi la grande occasione della carriera. Drake, invece, nasce a Charlotte, esce dall'Università di North Carolina con la terza pick overall al Draft 2024. E al secondo anno di Nfl, a soli 23 anni, ha già la chance di entrare nell'olimpo degli Mvp del Super Bowl. Lo stile di gioco di Darnold, più conservativo rispetto a quello di Maye, si è rivelato estremamente efficiente, con oltre 4 mila yard con venticinque touchdown in regular season, 67.7% di completi e grande capacità di scegliere quando fare la giocata e quando, invece, non forzare. Il suo punto debole e campanello d'allarme silente, è rappresentato dagli errori commessi quando è stato messo sotto pressione, con quattordici intercetti. Maye, rivelatosi un ottimo dual threath, ha superato ogni aspettativa tanto da esser visto come il primo vero erede di Tom Brady a Foxborough, niente meno. Pericolosissimo fuori dalla tasca, quando guadagna yard in scramble, con oltre sessanta corse in scramble e numeri che ricordano Josh Allen. Ma anche molto efficiente nel passer rating, con un record di 113.5 e una percentuale di completi del 72%, anche sui lanci profondi. Ma soprattutto oltre 4300 yard lanciate e più di trenta touchdown. Di contro il giovane numero dieci, ha sofferto molto sotto pressione, con una media di passaggi tentati che dal 90% è scesa al 62%. Ma ha anche saputo ribaltare il suo punto debole improvvisando la giocata e trasformando un potenziale sack, in una corsa da più di 10 yard o in un lancio in movimento, segno della sua esplosività e dunque di una sorta di arma segreta che, se non arginata correttamente, può diventare la kriptonite per Seattle.
Questo il panorama generale sulle due sfidanti e su qualche red flag che potrebbe metterle in difficoltà, ci diamo quindi appuntamento a domani, per una panoramica più tecnica. Con qualche statistica NextGen, che analizzeremo assieme più nel dettaglio. Ci soffermeremo poi sui quelli che potrebbero essere i punti chiave dello scontro e i fattori che potrebbero deciderlo, in un senso o nell’altro, dando poi sfogo a qualche nostra conclusione e previsione.
*Alla ricerca dei dati statistici e alla loro puntuale verifica ha contribuito: Matteo Rocchi.



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