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Maye e Darnold, ma anche tantissimo Vrabel contro Mcdonald, pronti per domenica?


In attesa delle 00.30 di lunedì ci lanciamo in un’analisi approfondita di tutti i temi che riguardano il Super Bowl, dalle stats più predittive all’half time di Bad Bunny e lo facciamo con due articoli, in uscita oggi e domani. Ci avviciniamo così al grande evento facendoci un’idea dei punti di forza delle due contenders.


A cura di: Alessandro Iovenitti *


Domenica è il grande giorno, per noi italiani sarà già passata la mezza notte, ma ormai contiamo con ansia anche noi i giorni e le ore che ci separano dal Super Bowl di Santa Clara.  L'unico vero evento che secondo l'etichetta universale: ferma  letteralmente l'America. I New England Patriots sono gli habitué vista la loro dodicesima apparizione e sfideranno i Seattle Seahawks, alla quarta presenza. Che tra l’altro si presentano all’appuntamento con la voglia di vendicare l'ultimo finale catastrofico del 2015: a undici anni dall’indimenticabile intercetto di Malcolm Butler, il destino chiude il cerchio, nella cornice del Levi’s Stadium. Quale squadra è data favorita? Chi è davvero il candidato più forte ad alzare il Lombardi Trophy? Quale sarà la differenza reale tra le due squadre? Chi sarà l'Mvp della gara? E soprattutto, cosa ci possiamo aspettare dalla partita? Sono solo alcune delle domande che ci stiamo ponendo, da quando sono terminati i Championship Games. Partendo dall'analisi delle due squadre e passando per i singoli duelli che ci attendiamo, proviamo a dare risposte. E lo faremo assieme oggi e domani, in due puntate dense di statistiche e ragionamenti.

 


Mike Vrabel ha fatto qualcosa di eccezionale coi suoi Pats, riportandoli alla contesa del Lombardi trophy, incurante dei fasti del passato.
Mike Vrabel ha fatto qualcosa di eccezionale coi suoi Pats, riportandoli alla contesa del Lombardi trophy, incurante dei fasti del passato.

Le due squadre. Se da una parte i Patriots sembrano tornati ai fasti dell'era Brady, con una velocità sorprendente, anche grazie al regista Mike Vrabel al primo anno sulla panchina di Foxborough, dall'altra i Seahawks sono diventati una vera corazzata, sotto la guida dell'head coach Mike Macdonald e del coordinatore offensivo Klint Kubiak (nuovo allenatore Raiders nella prossima stagione), supportati da scelte eccellenti nella costruzione del roster (in pochi anni, su tutti, Smith-Njigba, Whitherspoon, Emmanwori che ha patito ieri un infortunio in allenamento, che speriamo non lo tenga fuori domenica). I bookmakers danno Seattle di poco in vantaggio, di 4,5 punti, gap dovuto al calendario più semplice avuto dai Pats e dalla sensazione di una maggiore completezza del roster dei Seahawks. Ma entrambe arrivano al Super Bowl con un record di 14-3 e in una partita secca tutto è assolutamente possibile.

 



Un po' di statistiche sulla regular season dei Patriots, colpisce la quantità di quarti down convertiti con successo. Testimonianza di un atteggiamento conservativo che cambia, come cambia il gioco. E della grinta con cui Vrabel affronta le partite.
Un po' di statistiche sulla regular season dei Patriots, colpisce la quantità di quarti down convertiti con successo. Testimonianza di un atteggiamento conservativo che cambia, come cambia il gioco. E della grinta con cui Vrabel affronta le partite.

I Patriots. Dopo pochi anni di transizione, iniziata sostanzialmente con la separazione dallo storico duo Brady-Belichick, hanno ritrovato la loro identità vincente grazie a un mix di gioventù stellare e veterani d'élite, sapientemente messi insieme dal pragmatismo di Mike Vrabel e da uno staff capace di puntare su scelte semplici e immediate, come quella di confermare il giovane quarterback Drake Maye, che al suo secondo anno di Nfl si è già dimostrato un all-pro. L'affidabilità dell'attacco poggia sulla connessione con il ricevitore veterano Diggs e il sempre affidabile tight end Henry, unitamente a discreti velocisti, Boutte su tutti, che non danno certezze agli avversari e offrono l'arma dell'imprevedibilità. Ma il punto di forza di questa stagione, ma in particolare ai playoff, è rappresentato dalla difesa, capace di fermare le corse e mettere grande pressione a tutti gli avversari, che ha permesso tra l’altro alla squadra di vincere anche partite sporche, come la vittoria per 10-7 contro i Broncos nella nevosa finale AFC.  In essa gioca un ruolo fondamentale il leader difensivo Robert Spillane, insieme all'esperienza e alla forza di Harold Landry III e Christian Elliss, ma anche il talento e la freschezza atletica di diversi giovani, su tutti il cornerback Christian Gonzalez. E i punti deboli? Pochi, ma ci sono. La linea offensiva, nonostante i miglioramenti, ha mostrato crepe contro i pass rusher più veloci e non ha supportato sempre il gioco di corsa. Corse che, nonostante l'ottimo mix tra Stevenson e il rookie Henderson, poche volte hanno fatto la differenza. Il che finisce per obbligare Maye agli straordinari, aumentando il rischio di errori e prevedibilità.

 

I Seahawks. Sembrano davvero una squadra senza punti deboli, grazie all'esplosività di una difesa che può essere vista come la Legion of Boom 2.0, un attacco rodato, esperto e imprevedibile e un roster senza falle evidenti.

Tra i punti di forza in attacco, va annoverato l'uragano Jaxon Smith-Njigba, che ha vissuto una stagione storica da 1.793 yard grazie a un’intesa eccezionale con Darnold e all'aiuto del veterano

Cooper Kupp, sempre decisivo. Ma anche il supporto dell'ultimo innesto Shaheed, che sa garantire velocità e profondità per allargare il campo e qualche lampo inaspettato, nelle ultime partite, di Jake Bobo. Inoltre, l'attacco può contare su un'ottima linea, che garantisce protezione al quarterback e varchi per il gioco di corse, sempre molto efficiente (anche se l'infortunio di Charbonnet potrebbe pesare) con lo stratosferico Kennet Walker III.

E infine la difesa, la numero uno della lega, con soli 17.2 punti concessi a partita, con la pressione che arriva da ogni lato della linea difensiva e con una buona copertura a tutto campo, dall'efficienza del pilastro Ernst Jones alla secondaria guidata da fenomeni come Witherspoon, Woolen, Bryant, Love e il rookie Emmanwori (se potrà esserci). È difesa più fisica della Nfl, veloce e precisa, capace di annullare anche i migliori ricevitori. Trovare punti deboli a questa squadra, nel complesso, è estremamente difficile, ma possiamo segnalare alcuni limiti fra attacco e difesa come: l'imprecisione sotto pressione di Darnold e la sua mancanza di mobilità. L'assenza per infortunio di Charbonnet, che potrebbe far perdere freschezza a Walker alla lunga. Il possibile nervosismo di Woolen, come avvenuto contro i Rams nel Championship Game. E, se sarà effettivamente così, l’assenza di Emmanwori. Ma in generale, la pressione che si ha quando si è dati favoriti e il rischio di sentirla troppo, soprattutto se la partita non dovesse mettersi bene, potrebbero giocare un brutto scherzo anche a una squadra solida.

 

Focus sui due quarterback e sui punti di forza del rispettivo attacco

 

Da un lato troviamo, il veterano rinato: Sam Darnold. Dall'altro il giovane rampante, Drake Maye. Il primo, dopo il difficile esordio in Nfl a New York sponda Jets e i trascorsi in Carolina, San Francisco, e l'ottima parentesi a Minnesota, arriva a Seattle a 28 anni e trova il sistema perfetto


Molto del successo in attacco dei Seahawks, reparto che sembra messo in secondo piano dalla loro solidità in difesa, lo si deve a Klint Kubiak, che il prossimo anno sarà HC a Las Vegas, con Tom Brady che se lo è accapparrato.
Molto del successo in attacco dei Seahawks, reparto che sembra messo in secondo piano dalla loro solidità in difesa, lo si deve a Klint Kubiak, che il prossimo anno sarà HC a Las Vegas, con Tom Brady che se lo è accapparrato.

sotto la guida del giovane coordinatore offensivo Kubiak. Tanto che ora può giocarsi la grande occasione della carriera. Drake, invece, nasce a Charlotte, esce dall'Università di North Carolina con la terza pick overall al Draft 2024. E al secondo anno di Nfl, a soli 23 anni, ha già la chance di entrare nell'olimpo degli Mvp del Super Bowl. Lo stile di gioco di Darnold, più conservativo rispetto a quello di Maye, si è rivelato estremamente efficiente, con oltre 4 mila yard con venticinque touchdown in regular season, 67.7% di completi e grande capacità di scegliere quando fare la giocata e quando, invece, non forzare. Il suo punto debole e campanello d'allarme silente, è rappresentato dagli errori commessi quando è stato messo sotto pressione, con quattordici intercetti. Maye, rivelatosi un ottimo dual threath, ha superato ogni aspettativa tanto da esser visto come il primo vero erede di Tom Brady a Foxborough, niente meno. Pericolosissimo fuori dalla tasca, quando guadagna yard in scramble, con oltre sessanta corse in scramble e numeri che ricordano Josh Allen. Ma anche molto efficiente nel passer rating, con un record di 113.5 e una percentuale di completi del 72%, anche sui lanci profondi. Ma soprattutto oltre 4300 yard lanciate e più di trenta touchdown. Di contro il giovane numero dieci, ha sofferto molto sotto pressione, con una media di passaggi tentati che dal 90% è scesa al 62%. Ma ha anche saputo ribaltare il suo punto debole improvvisando la giocata e trasformando un potenziale sack, in una corsa da più di 10 yard o in un lancio in movimento, segno della sua esplosività e dunque di una sorta di arma segreta che, se non arginata correttamente, può diventare la kriptonite per Seattle.

 

Questo il panorama generale sulle due sfidanti e su qualche red flag che potrebbe metterle in difficoltà, ci diamo quindi appuntamento a domani, per una panoramica più tecnica. Con qualche statistica NextGen, che analizzeremo assieme più nel dettaglio. Ci soffermeremo poi sui quelli che potrebbero essere i punti chiave dello scontro e i fattori che potrebbero deciderlo, in un senso o nell’altro, dando poi sfogo a qualche nostra conclusione e previsione.

 

*Alla ricerca dei dati statistici e alla loro puntuale verifica ha contribuito: Matteo Rocchi.

 
 
 

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