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Super Bowl che divide, battaglia di difese e strategie


Nello scontro della Silicon Valley ha dominato la strategia scacchistica e la copertura difensiva. Magari è mancato un po’ lo spettacolo, ma si è tornati al vecchio e classico mantra che la difesa vince le partite. Tanto che Gonzales è stato definito come l’Mvp ombra.


A cura di: Alessandro Iovenitti *



I Seahawks vincono il secondo Super Bowl della loro storia, vendicando l'intercetto del 2015 di Malcolm Butler, presente a Santa Clara tra l'altro.
I Seahawks vincono il secondo Super Bowl della loro storia, vendicando l'intercetto del 2015 di Malcolm Butler, presente a Santa Clara tra l'altro.

Con le immagini ancora vive di quanto avvenuto nella notte di Santa Clara, mentre celebriamo la vittoria dei Seattle Seahawks per 29-13 e ci complimentiamo per l'ottima stagione degli sconfitti New England Patriots, chiudiamo il sipario sulla stagione Nfl 2025-2026. Il Super Bowl LX viene già considerato uno dei più divisivi, quanto al match, tra chi ha apprezzato il dominio delle difese e chi invece lo ha trovato molto noioso, per i continui punt e per l'inconsistenza degli attacchi che hanno frustrato l'atteso spettacolo. Ma anche per l’half time tra chi ha apprezzato lo spettacolo di Bad Bunny e il suo messaggio di integrazione e universalità, lanciato in chiave politica e chi, invece, lo ha giudicato brutto, o incomprensibile e dalle doti canore francamente più parlate che armoniche. Se volessimo semplificare potremmo dire che si è trattato di un Super Bowl inatteso, sia per le due squadre, che nessuno a inizio stagione avrebbe pronosticato arrivassero fin lì, sia per il suo svolgimento. Forse inadeguato per chi sperava in uno spettacolo fatto da lanci e punteggio alto. In realtà c'è stato molto di più e come avevamo previsto si è trattato di un vero e proprio incontro scacchistico, per palati fini, da masterclass per gli amanti delle difese. 

 

Lo show personale di Walker, gli vale l’Mvp. La partita si è svolta secondo un monologo tattico delle difese, di entrambe le squadre, indiscutibilmente dominanti per i primi tre quarti, nel corso dei quali comunque i Seahawks sono riusciti a correre meglio e a muovere le catene tanto da costruire un vantaggio di 9-0 a fine secondo quarto, con tre field goal del kicker Jason Myers, che si è poi ripetuto nel terzo quarto, fino al parziale di 12-0. Quindi, a cavallo tra il terzo e il quarto quarto, prima uno strip-sack di Derick Hall ha regalato a Seattle il possesso che ha portato al touchdown del tight end AJ Barner, e che di fatto ha scavato un solco, rivelatosi poi incolmabile, di 19-0. È stata la giocata decisiva, poiché con il recupero del fumble da parte di Murphy, Darnold, anticipando il blitz di due difensori avversari, è riuscito a lanciare al proprio tight end

Nwosu festeggia in end zone dopo il suo pick six che blinda il successo finale.
Nwosu festeggia in end zone dopo il suo pick six che blinda il successo finale.

rimasto completamente libero dalla marcatura di Gibbens. Quindi, un brutto intercetto di Maye con pick-six relativo di Uchenna Nwosu (nella foto a destra), oltre al quinto field goal di Myers, hanno sigillato la vittoria finale. Nonostante nel mezzo vi sia stato il sussulto d'orgoglio dei Patriots con il touchdown di Mack Hollins. I Seahawks chiudono con un meritato 29-13, vendicano la sconfitta del 2015 e regalano alla città di Seattle il secondo Lombardi Trophy della loro storia. In un contesto indubbiamente stravinto dalle difese, in particolare dal collettivo del The Dark Side per Seattle e per New England dalla prestazione monstre di Gonzalez, che ha completamente annullato Smith-Njigba, con numeri molto contenuti per i due quarterback. Tanto che il premio di Mvp è giustamente andato a Kenneth Walker III, runningback dei Seahawks, autore di 135 yard corse. Tra l'altro autore di una delle giocate più importanti del match quando, nel terzo quarto, su uno dei tanti blitz tentati dai Patriots in Cover zero, la linea dei Seahawks ha tenuto quel minimo di tempo necessario a Darnold per servirlo con un check down, che lui ha saputo trasformare in un guadagno di ventidue yard. 

 


Qualche numero del match e un’analisi delle strategie. Seattle torna sul tetto del mondo grazie ad una difesa d'élite, che ha preso il controllo della linea di scrimmage e che non ha dato tempo a Maye per lanciare, impedendo ai Patriots di effettuare qualsiasi tipo di giocata, anche grazie a una marcatura che ha tolto tutti i riferimenti per i lanci. Pur senza mai esasperare i blitz, ma

Maye vittima della simulated pressure asfissiante di Mcdonald verrà placcato per ben sei volte, senza poter sfuggire coi suoi proverbiali scramble.
Maye vittima della simulated pressure asfissiante di Mcdonald verrà placcato per ben sei volte, senza poter sfuggire coi suoi proverbiali scramble.

anche grazie alla rotazione tra Williams e Murphy e a una simulated pressure che di partenza mostrava 6 o 7 uomini pronti ad andare in pressione sul quarterback. Ma di cui poi, il più delle volte, almeno un paio di essi rimaneva in copertura (mentre il cornerback Whitherspoon usciva in blitz), i Seahawks hanno realizzato una pressure rate altissima, con pressione su Maye del 52.8% dei suoi dropback, il dato più elevato in un Super Bowl dal 2018. Dei singoli, su tutti, citiamo la prestazione di Derick Hall con due sack e il turnover causato nel terzo quarto e Uchenna Nwosu con il pick-six. Ma a dominare è stata tutta la difesa, che ha concesso ai Patriots solo cinquantuno yard in tutto il primo tempo, il parziale più basso degli ultimi trentacinque anni in un Super Bowl e zero punti segnati fino al termine del terzo quarto, un record assoluto. Ottima anche la prova della secondaria, a parte per il mancato tackle di Love nel primo quarto e il touchdown concesso nell'ultimo quarto. In attacco Darnold, nonostante i continui tentativi di blitz della difesa avversaria, ha chiuso il match con il 50% di completi, 202 yard lanciate e un touchdown, quindi buoni numeri ma non eccezionali, sufficienti tuttavia a far girare l'attacco, secondo la strategia impostata da Klint Kubiak. Buono il lavoro del running game e dei ricevitori, tra cui Kupp e Barner, mentre Smith-Njigba, che ha anche dovuto lasciare il campo per uno scontro di gioco, è stato annullato dalla marcatura perfetta di Gonzalez, che in caso di esito diverso della gara avrebbe meritato il premio Mvp, grazie alla sua copertura eccellente. Maye con 27 su 43 per 295 yard, ma soprattutto due intercetti e un fumble, ha subito troppo la forza della difesa avversaria. Non ha avuto la possibilità di lanciare e di affidarsi a un proficuo gioco di corsa (23 yard per Stevenson e 19 yard per Henderson). Non ha avuto una copertura adeguata della o-line (undici hit subiti). Ma soprattutto non ha avuto spazi per tentare corse in scramble anche qui per un lavoro inadeguato della linea. Risultando di poco utile alla sua squadra.

 

La scelta strategica vincente delle aquile di mare. Un altro aspetto che va evidenziato è che entrambe le squadre hanno impostato la partita in maniera conservativa in attacco, cercando di non rischiare nulla e affidandosi al gioco di corse, per prendere ritmo e logorare le difese avversarie, a discapito ovviamente dello spettacolo. Tuttavia, mentre i Seahawks dopo il primo quarto con un solo field goal, hanno pian piano trovato i varchi per far prendere campo a Walker (che ha chiuso il secondo quarto con 94 yard di corsa nonostante le sole 71 yard concesse sai

Lo sconforto del giovane quarterback dei Pats, probabilmente non avrebbe mai immaginato che lo scontro sarebbe stato annullato così.
Lo sconforto del giovane quarterback dei Pats, probabilmente non avrebbe mai immaginato che lo scontro sarebbe stato annullato così.

Pats). I Patriots sono rimasti molto piatti, hanno insistito nella ricerca di spazi per le corse e per lanciare in profondità, senza riuscire a trovare né gli uni né gli altri, anche a causa della linea offensiva. Nonostante la superiorità i Seahawks sono riusciti a capitalizzare un po' poco, soprattutto per la difficoltà di fare tutto il campo, dopo gli ottimi punt di Baringer, che li ha costretti sempre a partire molto vicino alla propria end zone. Hanno dovuto attendere il quarto quarto, per trovare l’agognato touchdown, per poi chiudere la partita sfruttando gli errori commessi dai Patriots. A quel punto ormai stanchi e proni a rischiare con lanci da Hail Mary, pur di recuperare lo svantaggio che ormai era di 19-0. Lo zero nella casella di intercetti e fumble di Darnold (peraltro zero turnover in tutti i playoff, contro i ben venti della stagione regolare) contro i due turn over di Maye, placcato sei volte in tutto il match, la dice lunga sulla riuscita della strategia dei Seahawks e sull'incapacità dei Patriots di far funzionare il loro gioco di attacco e di trovare alternative. Tranne forse nel drive chiuso con il touchdown di Hollins.

 

Domande sul passo falso dei Pats, col plauso alle strategie Seahawks. Nel corso della partita l'impressione che si è avuta era quella di una squadra, i Seahawks, che nonostante le difficoltà di arrivare in red zone inanellavano punto su punto per costruire un vantaggio, che poi sapevano come gestire. Vedendo però la direzione che stava prendendo la partita e il fatto che in trincea Seattle vinceva tutti i duelli, perché i Pats non hanno neppure provato a cambiare qualcosa in attacco, magari cercando di far fare a Maye qualche lancio più rapido e sul corto, in modo da fargli prendere un po' di ritmo e fiducia? Vero è che Maye ha sempre lanciato in un tempo medio alto durante la stagione. Ma viste le difficoltà di mantenere gli stessi numeri ai play off contro difese forti come i Chargers, i Texans e i Broncos, perché non provare a cambiare strategia durante il Super Bowl? Ma soprattutto perché continuare con le motion pre snap, per proteggersi da Emmanwori, quando poi si lasciava libero Whitherspoon di arrivare a mettere pressione? Questo ci fa dire che dell'attacco dei Patriots ha davvero funzionato poco. La loro partecipazione è stata meritata grazie a un'ottima stagione e a un percorso nei play off gestito dall'ottima difesa. Ma una volta giunti al cospetto di una squadra completa come i Seahawks, Maye e il suo attacco si sono sciolti palesando limiti che il coaching staff era stato bravo a camuffare. Vero che ai Pats ora vanno i complimenti, per una grande stagione e per aver posto le basi per un buon futuro. Che dovrà ripartire da un quarterback di talento, ma che deve crescere, mentre il Front office dovrà fornirgli maggiore copertura. Cercando anche di migliorare in difesa, lato linebacker ed edge. Sulla sponda di Seattle non possiamo che dare il giusto tributo anche al General

Un protagonista di questo ciclo Seahawks è stato sicuramente John Schneider, che ha lavorato dietro le quinte per costruire una squadra da collettivo, non di singole personalità.
Un protagonista di questo ciclo Seahawks è stato sicuramente John Schneider, che ha lavorato dietro le quinte per costruire una squadra da collettivo, non di singole personalità.

manager John Schneider, capace in pochi anni di passare da Carroll a Macdonald senza scendere affatto di livello, di costruire la squadra da ottime scelte al draft da Smith-Njigba a Emmanwori, da Murphy a Zabel, da Barner a Whitherspoon. Ma capace anche di scelte ponderate in free agency: Darnold, Kupp e Love su tutti. O di operare trade chirurgiche come quelle di Shaheed quest'anno e di Ernst Jones l'anno scorso. Rinunciando anche a giocatori importanti come Geno Smith e Metcalf.

Mentre ci siam goduti ieri la parata nella città di Seattle, entriamo già nella lunga off season, che serve a coltivare sogni e speranze di rinascite e rivincite, perché la Nfl non si ferma mai.


*Alla ricerca statistica e alla sua puntuale verifica ha collaborato Matteo Rocchi.

 


 
 
 

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