Aiyuk-49ers Smackdown, un intrigo lontano da una soluzione
Mettiamo un po’ d’ordine sulla vicenda, soprattutto dal punto di vista economico, perché i 49ers son vicini a vedere attivato il meccanismo che li porterà a pagare nel tempo il salario base del giocatore che è ancora dovuto. Ma dall’altra parte il giocatore non sta prendendo nessuna delle iniziative, che dovrebbero portarlo al reintegro e potrebbe vedersi cancellato anche il salario base, a fronte di ulteriori inadempienze contrattuali.
A cura di: Luca Corporente

A poche settimane dall’inizio dei vari training camp, il drama attorno alla vicenda Brandon Aiyuk-49ers non accenna ad un epilogo, con il wide receiver che nelle ultime settimane ha spesso condiviso contenuti alquanto discutibili.
I suoi atteggiamenti e le parole continuano a dividere la comunità di tifosi di San Francisco, che pur biasimando in parte il comportamento del prodotto di Arizona State, non concordano sull’ipotetica gestione del contratto di Aiyuk. Ma ha senso, veramente senso, in uno scontro del genere stabilire chi abbia o meno ragione? Quando entrambe le parti subiscono dei malus dall’intera vicenda?
Le numerose e insistenti provocazioni del 28 enne hanno, infatti, portato una fetta di tifosi a rispondere con la stessa sostanza, inneggiando al mantenimento del giocatore senza mai fargli vedere campo, con l’obiettivo di distruggerne la carriera solo dopo aver chiuso il contratto nel 2029. Questo perché purtroppo il tifoso medio 49ers si schiera a prescindere con la squadra, non considerando che nella vicenda son coinvolte alle fine delle persone umane, da una e dall’altra parte. Un’ipotesi quest’ultima dettata appunto più dai sentimenti, che non dalla struttura contrattuale dell’accordo tra Aiyuk e la sua franchigia, ma soprattutto dalle regole previste dall’attuale CBA. Ed ora vedremo, nel dettaglio, il perché. Per fortuna una larga fetta dei tifosi 49ers capisce che Aiyuk per comportarsi in questo modo deve aver subito delle ingiustizie, a suo personale modo di vedere, da parte dei 49ers e vorrebbe che il tutto si risolvesse in una release del giocatore per lasciarlo libero al suo destino e chiudere così un drama che danneggia anche la serenità e l'immagine della squadra. Nell'anno in cui una delle principali rivali in division ha festeggiato il Super Bowl, proprio nello spogliatoio dei 49ers.

Sebbene, infatti, lo scorso anno i 49ers (già a luglio come ci ricorda Aiyuk stesso) siano stati in grado di cancellare tutto il denaro garantito relativo alla stagione 2026, per via di inadempienze da parte del giocatore, ciò comunque non ha cancellato alcuni elementi contrattuali e conseguenze relative. Il wide receiver ha visto, sì sparire la certezza precedentemente consolidata di guadagnare i 25 milioni dell’option bonus 2026, ma quest’ultimo non è stato cancellato dal contratto e la franchigia dovrà decidere entro la fine di agosto come affrontare la questione. In passato si è scritto spesso che alla mancata esercitazione di un option bonus, un giocatore diventa poi free agent alla fine della stagione. Questo, per quanto sia uno scenario alquanto logico e quasi sempre verosimile, non è però del tutto corretto. La struttura recente dei contratti NFL utilizza, infatti, gli option bonus essenzialmente come ristrutturazioni predeterminate, su un contratto che prevede dunque anni seguenti, che rimarranno in vigore a prescindere dalla decisione presa. La differenza sta, dunque, in cosa accade alla cifra legata all’option bonus, nel caso esso venga esercitato o meno.

Essendo questo parte di precedenti accordi e di una gestione pluriennale, la sua attivazione è spesso scontata e va, dunque, essenzialmente ad estendere l’accordo tra le parti. Nel caso di esercitazione, la cifra viene spalmata fino ad un massimo di cinque stagioni, come da regole NFL. Nel caso in cui l’option bonus non venga esercitato però, la cifra ad esso legato viene essenzialmente convertita in base salary e va, dunque, a pesare unicamente sul salario e compensazione relativa all’anno in corso.
È dunque molto importante chiarire questo concetto relativamente alla vita del contratto: sebbene una mancata esercitazione consista, quasi sempre, in una release immediata o a fine stagione, l’atto di non attivare l’option bonus non esita ormai quasi più nel decadimento del contratto, vista la presenza di anni futuri comprensivi di un base salary.

Nel caso specifico di Aiyuk significa che la mancata attivazione dell’option bonus 2026 risulta nella mancata divisione della cifra su più anni, ma i 25 milioni restano presenti e si convertono automaticamente in salario base. Non essendo però questo salario più garantito, a causa delle precedenti inadempienze da parte del giocatore, la franchigia di San Francisco potrebbe rilasciarlo senza che la cifra vada ad impattare in nessun modo sull’eventuale dead cap che ci si porta dietro.
Uno scenario abbastanza positivo per i 49ers considerando le iniziali premesse, ma aspettare il primo settembre per declinare l’opzione e rilasciarlo non cambia assolutamente nulla, rispetto a una release che avvenga in questo momento, mentre scriviamo.

La franchigia sta attendendo per due principali ragioni, a cui se ne aggiunge una ipotetica (ma plausibile): la prima, molto improbabile per percentuale di successo, è legata alla possibilità di una trade. Per quanto il giocatore abbia anche dimostrato in passato di poter essere uno dei migliori wide receivers della lega, le azioni dell’ultimo anno hanno certamente minato molto la sua immagine, spaventando molti potenziali team interessati, che magari erano disposti a non rischiare eventuali aste in free agency, nel caso di release da parte di San Francisco, ma avrebbero subito scucito qualche scelta al draft. La seconda ragione, punto fondamentale di questa vicenda, è legata alla possibilità di recuperare parte del denaro prevista dal giocatore. Mentre la terza ragione è quella più di carattere etico-morale e umano, se così vogliamo definirla: dare un segnale alla lega tutta, ai giocatori che vi fanno parte e al giocatore protagonista di questa vicenda. Una sorta di avvertimento da dare, che crei un precedente, per futuri episodi del genere. Un esempio per tutti insomma.
L’idea di mantenerlo in prigione fino alla chiusura contrattuale è un atteggiamento infantile e praticamente auto-lesionista, l’ipotesi di portare avanti un braccio di ferro durante la stagione regolare 2026 è invece logica e fattibile, in base a quanto previsto dall’attuale CBA. Molti tifosi ora si ritrovano a sperare che anche i 49ers diventino finalmente ragionevoli, rinunciando al muro contro muro che si è creato, perché questo comunque non crea serenità nell’ambiente (e in alcuni giocatore che si son espressi sulla vicenda), soprattutto per l’impatto mediatico che la vicenda ha avuto.
Bisogna poi ricordare che il contratto collettivo prevede un’intera sezione relativa alla perdita del salario, che stabilisce che una franchigia non può recuperare alcuna parte della compensazione già maturata da un giocatore.

L’accordo collettivo definisce le Forfeitable Salary Allocations, ossia la divisione fatta in base alla maturazione giuridica delle quote di un eventuale bonus, un punto di vista distinto dal pagamento effettivo in contanti. La sezione prende in esame le parti di bonus strettamente legate all’anno in cui vengono effettivamente maturate.
Una franchigia non può mai recuperare una cifra che vada oltre il 100% della quota annuale, così come non può ovviamente inventare nuove categorie di somme recuperabili, tra cui non figurano i base salary. Questi ultimi, infatti non costituiscono mai cifre recuperabili, ma sono solamente soggetti alla cancellazione di parti garantite, nel caso il contratto lo preveda.
Le clausole che definiscono l’eliminazione di una parte garantita di compensazione sono ovviamente stabilite e concordate alla stesura e firma del contratto, il CBA lascia che siano le parti a negoziarne i termini. Le condizioni possono dunque variare da contratto a contratto, ma è chiaro che esiste ormai una linea standard, che si basa sostanzialmente sulle stesse cause che portano al recupero di denaro da parte di una franchigia. Se il giocatore ritiene che alcune clausole siano state violate, o scritte in maniera tale da fare del base salary oggetto di recupero, la questione può naturalmente essere portata all’arbitrato previsto dall’accordo del contratto collettivo. Per quanto riguarda ogni altra cifra di denaro, la possibilità di recupero dipende ovviamente dalla data e dalla tipologia di compensazione.
Un signing bonus, per esempio, essendo un anticipo sulle prestazioni e adempienze contrattuali del giocatore, può sempre essere recuperato qualora ci siano le condizioni previste dal regolamento.
Diverso è il caso ovviamente del roster bonus, ma anche dell’option bonus. Anche nel caso in cui quest’ultimo venga esercitato e diviso su più anni come il signing bonus, la possibilità di recupero è possibile solamente nell’anno in cui viene maturato.
Se infatti le inadempienze avvengono successivamente all’esercitazione dell’option bonus, la franchigia non ha modo di recuperare alcuna parte di esso, in quanto strettamente legato all’anno di attivazione, o maturazione. Lo stesso ragionamento vale anche nel caso di inadempienze avvenute prima dell’esercitazione. Anche nel caso fosse interamente garantito, la franchigia non può recuperare parte di un bonus che non è stato maturato nell’anno in cui è avvenuta l’inadempienza e può dunque solo tentare di cancellare le garanzie di pagamento future.

Le condizioni affinché una franchigia possa appellarsi ad un recupero di denaro sono essenzialmente le seguenti: Hold-out (il giocatore non si presenta agli allenamenti), rifiuto di partecipare agli allenamenti o alle partite, abbandono volontario della squadra, incarcerazione, infortunio fuori dal lavoro, o ritiro professionale.

Importante notare l’assenza del così detto hold-in, termine di recente utilizzo che sta a indicare la presenza di un giocatore nella facility dove ci si allena, che però non si impegna completamente negli allenamenti (cosa che Aiyuk già fece in sede di negoziato del nuovo contratto). Una materia molto grigia, che di fatto non costituisce la base per sanzioni previste dal CBA e rappresenta dunque una grossa leva contrattuale per un giocatore.

Nell’ipotesi del braccio di ferro prima descritto da parte dei 49ers, è bene tenere a mente l’eventualità che Aiyuk si presenti a San Francisco e incassi i suoi 25 milioni, pur senza impegnarsi con serietà.
È chiaro comunque che prima di tutto dovrà fare richiesta di reintegro alla lega (cosa che ha detto in questi giorni di non voler fare, perché su di lui tra l’altro pende un mandato di comparizione in California, per un eccesso di velocità davanti al Levi’s stadium nel dicembre dello scorso anno, reato comunque minore, ma che complica la situazione di Aiyuk) ed essere abbastanza furbo da tenere bassa la testa.
La quantità di denaro che i 49ers, o qualsiasi altra franchigia, possono tentare di recuperare, oltre alle fondamentali premesse fatte poco prima, dipende anche dal momento della stagione.

Nel caso in cui le inadempienze comincino dal Training camp, una franchigia può recuperare fino al 15% della compensazione dal sesto giorno di assenza, con incremento di un punto percentuale per ogni giorno aggiuntivo, fino ad un massimo del 25%. Se il giocatore in questione continua a non presentarsi anche all’inizio della stagione regolare, la franchigia ha diritto al recupero di un altro 25% alla prima gara saltata. Dalla quinta settimana di assenza in poi la squadra ha diritto a recuperare 1/17 della compensazione per ogni settimana persa, fino alla percentuale massima.
La dinamica appena descritta è inoltre valida anche nel caso in cui un giocatore sia stato presente regolarmente per tutto il Training camp, precedente all’inizio della stagione regolare. Nell’eventualità di partecipazione alla post-season da parte della franchigia, quest’ultima può recuperare un’ulteriore 25% della compensazione. Nel caso in cui un giocatore commetta una doppia inadempienza all’interno dello stesso anno, la franchigia può recuperare immediatamente l’intero ammontare della compensazione, in base ai vincoli prima descritti.
Anche l’ipotesi di un ritiro da parte del giocatore permette alla franchigia di poter recuperare parte di denaro relativo all’anno corrente e quello futuro, sostanzialmente la parte non maturata dei bonus, con possibilità di affidarsi ad un arbitrato nel caso in cui il giocatore si rifiutasse. Se quest’ultimo dovesse ritornare a giocare negli anni seguenti, a quel punto la franchigia può decidere se riprenderlo, rinunciando alla parte di compensazione rimasta da recuperare, oppure rilasciarlo e chiedere il rimborso del residuo.

Salvo dunque eccezioni legate alla violazione della policy della lega, come può essere una sanzione o squalifica per doping, la decisione di appellarsi al recupero della compensazione resta interamente nelle mani della franchigie. L’eventuale rifiuto o diminuzione non corrisponderebbe dunque in alcuna sanzione, come vediamo spesso accadere nel caso di un ritiro di un giocatore, con molte franchigie che rinunciano alla possibilità di recuperare denaro precedentemente accordato al giocatore stesso.
Questa sezione del contratto collettivo, dunque, funge naturalmente da regime di responsabilità contrattuale: individuando gli eventi che costituiscono un inadempimento contrattuale, delimitando con precisione le voci economiche perseguibili, stabilendo formule di calcolo e lasciando alle franchigie la scelta se esercitare, o meno, il diritto di recupero.





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