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Dentro la struttura del contratto di Aaron Donald

2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Come Los Angeles ha costruito l’accordo


Pochi giorni fa è arrivata un'ufficialità estremamente apprezzata da tutti i tifosi neutrali della NFL, e senza dubbio meno dalla restante parte: stiamo parlando del ritorno dell’iconico Aaron Donald.


È chiaro che la presenza di un talento generazionale nella lega eleva il livello della qualità della stessa, ma è altresì comprensibile che il suo ritorno sia visto anche con timore da parte degli avversari dei Rams, che già disponevano di un roster di alto livello.



L’intento di questo articolo non è però quello di disquisire dal punto di vista tecnico, ma piuttosto analizzare un altro punto di vista cardine di questo incredibile ritorno, ossia l’aspetto economico.

Il nuovo accordo tra il prodotto di Pitt (Panthers) e la sua franchigia prevede un contratto annuale dal valore di $20M, di cui la metà garantiti, e la possibilità inoltre di innalzare la compensazione totale a $30M attraverso una serie di incentivi.


Sebbene il valore contrattuale sia in doppia cifra, l’impatto salariale sulla stagione è di circa $5.8M per una serie di motivi, strettamente ricollegabili anche alla ormai sovente presenza di void years, in questo caso inseriti fino alla stagione 2030.


L’attuale compensazione del defensive interior può essere divisa in tre parti:


  1. $10M di salario base, che rappresenta anche la parte garantita.

  2. $666K di per game active bonus, previsti per un massimo di 15 partite, e dunque per un ammontare totale di $10M.

  3. $10M totali di incentivi, di cui $3.7M riconosciuti come LTBE.

Ognuna di queste parti viene trattata in una particolare maniera all’interno del contratto, ma tutte e tre condividono la stessa logica e risultato finale, ossia dividere l’impatto salariale sull’intera durata del contratto.



La parte più semplice e immediata riguarda il secondo punto, ossia i “Per game active bonus”.

Per regolamento NFL, previsto ovviamente dal Collective Bargaining Agreement, qualsiasi tipologia di roster bonus firmata dopo l’ultima partita di preseason viene automaticamente considerata, e dunque contabilizzata, come signing bonus.

Questo passaggio è fondamentale, perché permette alla franchigia di dividere l’ammontare della cifra fino ad un massimo di cinque stagioni che, come detto, sono previste grazie all’inserimento dei void years.


Decisamente meno intuitivi sono invece la ragione ed il meccanismo che si celano dietro il successo da parte dei Rams nel dividere l’impatto relativo al salario base e agli incentivi.

Innanzitutto, è essenziale ricordare che gli incentivi possono venire riconosciuti da regolamento NFL come LTBE (Likely to be earned) o NLTBE (Not likely to be earned), e la differenza contabile qui di interesse tra queste categorie risiede nel fatto che la prima va ad impattare immediatamente sulla stagione di riferimento.


Come descritto in precedenza, dei $10M previsti dall’accordo solo $3.7M sono riconosciuti come LTBE, e dunque quella è al momento l’unica cifra che impatta sulla contabilità della stagione 2026. Tutto questo però non giustifica ancora come questi $3.7M, più i $10M di salario base del primo punto, possano essere divisi sulle cinque stagioni previste dal contratto.

La ragione si può trovare all’interno della stessa sezione del regolamento prima citato, specificatamente nella parte che descrive come le varie parti di salario possano essere trattate come signing bonus.


Un altro dei passaggi di tale sezione spiega infatti che, nel caso in cui il salario previsto dal secondo anno di un contratto sia inferiore alla metà di quello relativo al primo anno, la differenza tra i due anni viene trattata come signing bonus.


Questa regola, spesso chiamata “50% rule”, è essenzialmente ciò che permette ai Rams di dividere l’impatto salariale relativo al primo anno, dal momento che il secondo si tratta di un void year.



Pratica ormai abbastanza comune all’interno della lega, che ritroviamo molto spesso nei contratti stipulati dagli Eagles, come nel recente caso di Riq Woolen per esempio.

Grazie a questi meccanismi contabili i Los Angeles Rams sono dunque riusciti a dividere $22.4M di salario su una durata di cinque anni, come sappiamo il massimo previsto dal regolamento.


La cifra non può ovviamente essere completa ($23.7M) perché la stagione corrente deve comunque avere al suo interno un salario base, che viene portato per ovvi motivi al minimo possibile, e cioè $1.3M in questo caso.


Per concludere questa analisi sul contratto di Donald è opportuno ricordare che, nel caso di naturale cessazione prevista dai void years, i 4/5 del salario precedentemente diviso andranno a pesare sulla contabilità relativa alla stagione 2027.

Come spesso accade però, soprattutto in un periodo di fortissima crescita economica, questo è un “tomorrow problem”: ciò che importa ai Rams in questo momento è vincere il Super Bowl.

 
 
 

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