FOURTH & FINAL CUT (FFC)
- Alessio - Fulvio
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 8 min
di Alessio Dogana e Fulvio Guarino
Abbiamo tre grandi passioni nella vita: il cinema, la musica e il football. E, come molti, pratichiamo quella discutibile forma di autolesionismo chiamata Fantasy Football. Fourth & Final Cut vuole far incontrare questi mondi raccontando ogni giornata NFL come fosse un film, cercandone protagonisti, svolte narrative, generi e colonne sonore. Un modo diverso di
guardare il football: perché in fondo una stagione NFL è già una fantastica e avvincente sceneggiatura. Solo che gli autori, fortunatamente, non sanno ancora come finisce il film.
FANTASY SPECIAL - SIX (DUMB) WAYS TO DIE
Genere: Film antologico
Protagonista: Il fantasy player
Villain: L’illusione del controllo
Ci sono persone convinte che il Fantasy Football sia un gioco. Poi ci siamo noi, quelli che il waiver è come una seduta di psicanalisi, un fumble un segno del destino e riescono a trasformare il nome di un running back dei Jaguars in una questione identitaria.
Il formato della tua lega, in fondo, è già una sceneggiatura. Solo che ancora non sai come
finisce il film.
Cambia il regolamento e cambia il genere cinematografico, cambia il rapporto con il tempo, con la perdita, con la memoria, con i soldi e soprattutto con quella forma molto particolare di dignità
personale che decidiamo volontariamente di consegnare a uomini che non sanno nemmeno che
esistiamo.
C’è chi vuole ricominciare ogni anno da zero, chi costruisce dinastie decennali, chi riesce a lasciare andare soltanto metà del proprio roster e chi aspetta semplicemente che un avversario muoia per buttarsi sulla carcassa.
Che tu lo faccia slow o lo faccia fast, il Fantasy Football racconta molto più di chi schieriamo la
domenica. Racconta il modo in cui scegliamo di vivere.
GRAVEYARD
Come funziona: ogni giocatore può essere utilizzato una sola volta durante la stagione. Una volta
schierato, per te è definitivamente buttato nell’umido. A intervalli prestabiliti le squadre peggiori
vengono eliminate, finché ne rimane una.

Film di riferimento: Final Destination
Original Soundtrack: Johnny Cash - God’s Gonna Cut You Down [PLAY]
Il Graveyard possiede una qualità che pochi altri formati possono vantare: è sinceramente
esistenzialista. Ogni scelta è definitiva: usi il giocatore e quel giocatore, almeno per te, muore subito dopo averlo schierato. Stupendo. È una relazione con il fantasy quasi commovente nella sua brutalità.
Finalmente ottieni i 31 punti che aspettavi da mesi e il tuo primo pensiero diventa: “Perfetto, non potrò mai più usarlo”. C’è sempre quell’entusiasmo agrodolce, quella nostalgia che provi solo se vai in Algarve a fissare l’oceano dalla cima di una scogliera. Ogni touchdown contiene contemporaneamente una gioia immensa e un funerale straziante.
Final Destination perché nel Graveyard la vera domanda riguarda il momento in cui arriverà la fine. Puoi evitare il destino per una week, magari due, ma prima o poi il destino segnato viene a prenderti. E la parte più crudele consiste nel fatto che spesso sei stato proprio tu a preparargli la strada, utilizzando troppo presto il giocatore giusto.
È una lega che insegna il valore dell’attesa, che detta così sembra quasi filosofia orientale
ma in realtà sembra più di stare a Gavorrano. Poi alle 19:03 di domenica hai già bruciato
Christian McCaffrey contro una difesa che concede 4,1 fantasy points ai running back e l’illuminazione spirituale viene rimandata all’anno successivo.
Nel Graveyard i giocatori li accompagni. Poi, prima o poi, il conto arriva.
God’s Gonna Cut You Down.
CHOPPED
Come funziona: a ogni turno la squadra peggiore viene eliminata. I suoi giocatori tornano disponibili e possono essere acquisiti dalle squadre superstiti, che diventano progressivamente più forti.

Film di riferimento: Mad Max: Fury Road
Original Soundtrack: The Rolling Stones - Gimme Shelter [PLAY]
Nel Chopped la morte è un evento pubblico.
Appena qualcuno viene eliminato, nella chat Sleeper compaiono tre messaggi di cordoglio, due emoji con le mani giunte e, nel giro di trenta secondi, dodici persone stanno già calcolando quanto FAAB spendere per il WR1 della squadra choppata.
È la metamorfosi dello sportivo verso lo sciacallo. Guardi il cadavere del tuo avversario con
tristezza ma dura pochissimo, infatti subito dopo controlli se aveva Ja’Marr Chase staccandogli un femore a morsi.
Mad Max: Fury Road è il riferimento perfetto: il mondo è ostile, le risorse sono limitate, tutti
corrono nella stessa direzione e la civiltà, quella cosa di cui ci vantiamo molto durante la
settimana, evapora appena un roster viene smembrato.
Il bello del Chopped è che più vai avanti e più le squadre diventano mostruose. I superstiti assorbono i migliori pezzi degli eliminati, come creature fantasy costruite con le mandibole dei caduti. In Week 3 hai una squadra. In Week 10 hai tanti Superman sotto steroidi (ma rischi comunque di perdere perché il tuo quarterback fa 4 punti).
È una lega che porta alla luce uno dei desideri più ancestrali dell’essere umano: sopravvivere
abbastanza a lungo da poter approfittare della disgrazia altrui.
In sottofondo, inevitabilmente, Gimme Shelter. Perché qui il riparo non è mai garantito e se lo trovi, probabilmente apparteneva a quello eliminato domenica scorsa.
REDRAFT
Come funziona: ogni estate si rifà il draft da zero. Nessun giocatore viene conservato e ogni stagione riparte con roster completamente nuovi.

Film di riferimento: Ricomincio da capo
Original Soundtrack: Talking Heads - Once in a Lifetime [PLAY]
La Redraft è il formato più ottimista del fantasy. Ogni agosto ci concede la possibilità di credere di essere cambiati. Ecco le classiche cit: "Quest'anno non inseguo i quarterback", "Quest'anno niente running back fragili", "Quest'anno non drafto giocatori solo perché mi piacciono." Poi arriva il quarto round e abbiamo esattamente lo stesso roster dell'anno precedente, solo con
maglie diverse.
È Ricomincio da capo con draft board. Ci svegliamo ogni settembre nello stesso letto,
sentiamo la stessa canzone alla radio e siamo convinti che stavolta, forti dell'esperienza
accumulata, riusciremo finalmente a spezzare il ciclo. Spoiler: no.
È questo il suo fascino: la Redraft ti regala l'amnesia. La cosa bella è che puoi semplicemente
cancellare tutto e raccontarti una storia nuova. È la lega dell'eterna seconda possibilità (o della decima, nel nostro caso).
La soundtrack è Once in a Lifetime perché contiene esattamente quel disorientamento da loop
esistenziale che ci appartiene. Ti guardi intorno, osservi il roster che hai appena costruito e, per un istante, ti chiedi come diavolo tu sia finito di nuovo lì.
Poi vai avanti. Same as it ever was.
DYNASTY
Come funziona: il roster viene mantenuto quasi integralmente da una stagione all'altra. Ogni anno siaggiungono principalmente rookie, quindi le decisioni possono produrre conseguenze per anni.

Film di riferimento: Il Padrino
Original Soundtrack: Pink Floyd - Time [PLAY]
La Dynasty è un matrimonio senza clausola d'uscita. Nella Redraft scegli un giocatore pensando a dicembre. Nella Dynasty scegli un ventunenne e cominci a immaginare chi sarà nel 2029,
che è un comportamento assolutamente normale per adulti con un lavoro.
Qui anche il tempo è un personaggio protagonista. Vedi nascere una carriera, crescere il valore, arrivare il prime, poi iniziano quelle piccole frasi inquietanti: "si è infortunato", "il contratto scade", "potrebbero draftare un rookie". E tu continui a tenerlo, perché "è sempre stato uno dei miei".
A quel punto il fantasy ha smesso di essere analisi sportiva ed è diventato gestione familiare. Ed è per questo che Il Padrino funziona così bene: una Dynasty è una saga. Ci sono i patriarchi, gli eredi, i tradimenti, le famiglie rivali e quelle trade che dieci anni dopo vengono ancora citate nella chat della lega come vecchie faide tra clan.
E quando il rookie che hai draftato finalmente esplode puoi spiegare a tutti che tu “ci avevi creduto fin dall’inizio”, avendo cura di non ricordare i sei prospetti scelti prima di lui che attualmente giocano in Canada, ma sappi che per anni verrai ricordato come uno dei pochi che fa steal al draft.
In sottofondo ci sono i Pink Floyd. Time. Nella Dynasty gestisci un roster invecchiando insieme a lui.
KEEPER
Come funziona: ogni stagione puoi conservare soltanto un numero prestabilito di giocatori, mentre tutti gli altri tornano disponibili al draft. È una via di mezzo tra Redraft e Dynasty.

Film di riferimento: The Avengers
Original Soundtrack: Thin Lizzy - The Boys Are Back in Town [PLAY]
La Keeper è probabilmente il formato più sentimentalmente disonesto perché ti permette di
affezionarti, ma entro certi limiti. Hai il tuo nucleo storico, i giocatori che senti ormai “tuoi”,
quelli che ogni stagione vorresti rivedere con la stessa maglia immaginaria. Poi arriva il
momento di scegliere e scopri che l’amore ha un tetto massimo di cinque keeper.
Qualcuno deve andarsene per sempre. Ogni nuova stagione devi ricomporre il gruppo. Chi merita
ancora di stare nel cast? Chi è diventato parte dell’identità della squadra? Chi invece ha avuto il suo arco narrativo e può serenamente uscire dal franchise?
La Keeper vive proprio in quella zona di mezzo tra memoria e ricostruzione. Ti porti dietro
i personaggi che senti davvero tuoi (i tuoi Avengers), ma devi comunque aprire la porta a un nuovo cast. E inevitabilmente quello che hai deciso di lasciare libero finirà nella squadra del tuo rivale e farà 28 punti proprio contro di te.
Perché la sceneggiatura del fantasy, quando può essere meschina, raramente rinuncia all’occasione. The Boys Are Back in Town e per qualche settimana ti convinci che il gruppo sia ancora quello di sempre.
Non è vero, ma finché ci credi è bellissimo.
SALARY
Come funziona: ogni giocatore ha un costo, un contratto, e ogni squadra deve rispettare un tetto
salariale (salary cap). Non basta quindi valutare il talento: bisogna considerare prezzo, durata, rinnovi e sostenibilità futura.

Film di riferimento: The Wolf of Wall Street
Original Soundtrack: Dire Straits - Money for Nothing [PLAY]
Ah, la Salary… il nostro demogorgone. Il posto in cui il romanticismo viene accompagnato gentilmente fuori dalla porta e sostituito da un foglio Excel.
Qui smetti di dire: “Adoro questo giocatore” e inizi a dire: “A 22 milioni non ha senso”. È una
trasformazione inquietante se ci pensate. Nel giro di qualche stagione cominci a utilizzare parole come “asset”, “valore residuo” e “cap flexibility” mentre stai parlando di un ragazzo che corre con una palla ovale. Da qualche parte un commercialista se la sta ridendo di gusto.
The Wolf of Wall Street è quasi inevitabile perché la Salary trasforma il fantasy in finanza applicata alle emozioni. Tutto ha un prezzo, è la mercificazione degli affetti (sigh!). Puoi avere il
giocatore più forte del mondo, ma se il suo contratto ti impedisce di costruire il resto
della squadra inizi a guardarlo come Jordan Belfort guarderebbe un investimento che
non performa abbastanza.
L'aspetto perversamente affascinante è che spesso il giocatore mediocre al prezzo giusto diventa più desiderabile della superstar. Invece di costruire il roster migliore stai costruendo il roster possibile dentro una struttura economica. In altre parole, il sabato sera lo trascorri davanti a Excel mentre gli altri esseri umani fanno cose normali, tipo sbronzarsi o drogarsi.
La colonna sonora è Money for Nothing. Anche perché il "nothing", dopo aver visto il contratto del tuo QB, assume un significato completamente nuovo.
END CREDITS
Inutile ribadire che il format migliore non esiste. Esiste solo quello che senti vicino e che ti fa provare la giusta dose di adrenalinica passione e di divertimento.
Graveyard è per chi accetta che tutto finisca, prima o poi. Siamo solo di passaggio in questo mondo.
Chopped è per chi, quando qualcosa finisce, controlla immediatamente se può ricavarne un vantaggio. Nessun rimpianto, nessun rimorso. Mors tua, vita mea.
Redraft è per chi crede nella redenzione annuale. Consapevole che potrà ricominciare da zero a
commettere sempre gli stessi peccati.
Dynasty è per chi costruisce relazioni a lunghissimo termine con persone che non incontrerà mai ma a cui vuole tanto bene, nonostante tutto.
Keeper è per chi prova almeno a selezionare i propri traumi. Superarli conta poco.
Salary per chi pensa che qualsiasi problema umano possa essere risolto aggiungendo una colonna a destra e che il segreto della felicità risieda tra le griglie del Matrix.
Tutti, naturalmente, siamo convinti di aver scelto il formato perché "è più strategico". In realtà
scegliamo il modo in cui vogliamo vivere il football. Vogliamo dimenticare? Ricordare? Costruire?
Sopravvivere? Saccheggiare? Fare contabilità?
La stagione sta per cominciare e noi abbiamo già trovato sei modi diversi per rovinarci la domenica. E forse è proprio questo il problema. Soprattutto per chi, come noi, partecipa a tutti i tipi di leghe.



Bellissimo!