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Cadono gli Eagles ad opera dei rivali 49ers, Harbaugh si accasa a New York


Settimana ricchissima di avvenimenti in Nfl, con i play off che arrivano al momento clou e notizie clamorose sugli allenatori. John Harbaugh non ha avuto nemmeno il tempo di dire addio a Baltimora, che già New York gli offre un nuovo contratto al top della lega.


Stiamo entrando a grandi falcate nella settimana dei divisional round dei play off, in cui si affrontano le migliori quattro rimaste in gara di ogni conference. Ma prima di analizzare le prossime sfide, dobbiamo riavvolgere il nastro e rivedere lo spettacolo che ci ha offerto il week end delle Wild Card. Tra solite conferme, grandi sorprese ed eliminazioni eccellenti, quello che più ci ha colpito è sicuramente il fatto che, ad eccezione dei due posticipi, il Sunday night e il Monday night, tutte le altre quattro gare hanno visto le squadre affrontarsi in un testa a testa, fino all'ultimo gioco. E l'incertezza e l'equilibrio sono puro spettacolo. Per cui non perdiamo tempo, rispolveriamo i ricordi che più ci hanno esaltato.

 

Vittoria thrilling per i Rams. La prima partita del sabato, tra i Rams in trasferta in casa dei Panthers, vincitori della propria division nonostante il record negativo 8-9, rappresentava per molti un pronostico scontato, con una facile vittoria di Los Angeles. Invece, nulla di più sbagliato. O meglio, i Rams hanno sì vinto, ma solamente nel finale, per 34-31, grazie alla combinazione di lancio da Stafford a Parkinson con 38 secondi restanti sul cronometro e grazie al successivo drop del ricevitore Horn su lancio di Young sul 4&10 finale. Questo perché nonostante le solite luci su Stafford, che per la verità inizia e finisce benissimo, ma che nella parte centrale dell'incontro ha commesso parecchi errori (non è dato sapere se anche per via di un infortunio a una mano) e sul suo ricevitore preferito Nacua. Sempre produttivo quando chiamato in causa. Questa volta ha però brillato anche la miglior stella del quarterback Young, capace di tenere in piedi i suoi fino all'ultimo cioè il sempre più sorprendente ricevitore Coker, autore di nove ricezioni per 134 yard, che hanno regalato un grande spettacolo agli appassionati.

 


Ben Johnson festeggia con Rome Odunze la vittoria in Wild Card, ora spetta loro il difficile scontro coi Rams di McVay e Stafford.
Ben Johnson festeggia con Rome Odunze la vittoria in Wild Card, ora spetta loro il difficile scontro coi Rams di McVay e Stafford.

La storica notte dei Bears. A Chicago, davanti all'estasiato pubblico di casa, probabilmente da troppo tempo in attesa di una serata come quella di sabato scorso, ha brillato la stella dei Bears, che rimboccandosi le maniche e sudando le proverbiali sette camicie, nonostante uno svantaggio di 21-3 all'intervallo, che avrebbe abbattuto chiunque, hanno firmato una storica rimonta contro i rivali per eccellenza: i Green Bay Packers. Grazie a una difesa che ha preso le contromisure agli attacchi orchestrati da LaFleur e con il contributo di un discreto gioco di corsa con Swift e Monangai, sempre più precisi, il quarterback Caleb Williams ha preso per mano l'attacco lanciando due touchdown negli ultimi sette minuti, incluso quello del sorpasso per D.J. Moore per il definitivo 31-27. Oltre ai giocatori citati, da segnalare la grande prestazione del tight end Loveland, sempre pronto a farsi trovare a guadagnare yard sul corto, medio e talvolta anche lungo raggio. Lato Green Bay, resta la grande delusione sui volti di Love (autore comunque di un'ottima prestazione) e compagni, incapaci di salire di livello nel momento decisivo. Anche se, c'è da dire, che a conti fatti la vittoria è sfumata più per i due field goal sbagliati da McManus che non per particolari errori dell'attacco dei Packers. Buono per il Soldier Field, che non vedeva una vittoria ai playoff dal 2010, per cui la maledizione è ufficialmente spezzata: emblematica l'immagine dei tifosi di casa che grattugiavano il formaggio sugli spalti in segno di scherno e sfottò per gli avversari cheesheads.

 

I Bills corsari in casa dei Jaguars. La prima sfida della domenica, a Jacksonville, tra i Jaguars padroni di casa e i Bills in trasferta, è stata davvero bella, caratterizzata da un continuo testacoda fino al risultato finale di 27-24 per Buffalo, trascinata dal solito grandissimo Josh Allen, dimostratosi nell'occasione uno dei quarterback più in forma e clutch della lega, il vero valore aggiunto della sua squadra, l'ultimo a mollare e il primo a spingere i suoi anche oltre al talento complessivo del team. Oltre che un quarterback di ferro, dati i colpi proibiti ricevuti per tutta la partita, che gli han lasciato solo un poca di soareness, già recuperata pare. Anche Lawrence ha fatto bene, dimostrando per l'ennesima volta di aver imboccato la via per la grandezza, tuttavia questa volta qualche errore di troppo, soprattutto nel secondo tempo e la feroce determinazione dei Bills, di voler effettuare l'ennesima rimonta per giocarsi le loro chance fino all'ultimo in questi play off, hanno fatto la differenza. Apprezziamo lo spettacolo della sfida, punto a punto, fino all'ultimo e aspettiamo di vedere con ansia se davvero questo può diventare l'anno di Allen (auspicando sempre che gli dei del football lo proteggano dai tantissimi colpi che sta subendo dai pass rusher avversari).

 


San Francisco elimina i campioni in carica degli Eagles, ma come nell'incubo del 2022, deve rinunciare a uno dei suoi protagonisti assoluti. George Kittle si rompe il tendine di Achille e dovrà infondere coraggio ai suoi da lontano.
San Francisco elimina i campioni in carica degli Eagles, ma come nell'incubo del 2022, deve rinunciare a uno dei suoi protagonisti assoluti. George Kittle si rompe il tendine di Achille e dovrà infondere coraggio ai suoi da lontano.

Il capolavoro di San Francisco e la caduta dei campioni in carica. La sorpresa più rumorosa arriva da Philadelphia, dove i San Francisco 49ers hanno eliminato i campioni in carica gli Eagles, con un sofferto 23-19, frutto di una partita intensa e combattuta, in cui hanno prevalso le difese. Nonostante due intercetti subiti, Brock Purdy ha mantenuto la calma, guidando il drive decisivo concluso con un lancio per Christian McCaffrey a meno di tre minuti dalla fine. Ma il gioco decisivo che ha dato una svolta letterale alla partita e che ha fatto tanto parlare di sé, durante la settimana, è arrivato da una chiamata suggerita da Clay Kubiak l’offensive coordinator, assistente di Kyle Shanahan. Con una jet sweep in reverse, con hand off di Purdy per Sky Moore che passa la palla a Jennings, il quale si trasforma nel quarterback che era in high school (con un rating di prospetto allora più alto di quello che aveva Burrow) e piazza un vero e proprio dot in end zone per CMC. Nonostante la pressione di un treno in arrivo, da parte di Jaylen Carter. Senza questo trick play non si sa se si sarebbe potuto assistere alla vittoria Red&Gold, perché l’inerzia della partita e il vantaggio nel quarto quarto era tutto degli Eagles e Kyle Shanahan deteneva ancora un record di 1-38, quando si trovava all’inseguimento nel quarto finale (record ora corretto a 2-39). Gli Eagles escono tra i rimpianti, preda di nervosismo (come dimostra il momento di tensione tra il ricevitore A.J. Brown e il coach Nick Sirianni durante il match) e incapaci di correggere in corsa dopo le variazioni apportate al gioco dai 49ers. L'intera stagione degli Eagles è stata controversa, posto che la squadra campione in carica, con un roster eccezionale, ha chiuso la sua stagione con numeri da squadra mediocre in attacco (per cui la cacciata dell'offensive coordinator Kevin Patullo non costituisce una sorpresa), segno che la vittoria della divisione e l'arrivo ai play off è merito quasi esclusivamente della difesa di Vic Fangio. Lato San Francisco, la squadra sembra esaltarsi nelle difficoltà e nonostante gli innumerevoli infortuni (che secondo alcune teorie complottiste, già cassate dagli esperti come infondate, potrebbero dipendere dai campi elettromagnetici di una centrale ubicata vicino il loro campo di allenamento), sa alzare sempre il livello al momento giusto, per cui nessuna squadra può dirsi contenta di affrontarla.

 

Il tracollo della coppia Herbert – Harbaugh. Nel Sunday night delle Wild Card i New England Patriots battono in casa i Los Angeles Chargers per 16-3 in una partita dominata dalle difese, non certo una gara spettacolare, ma deludente soprattutto per quelle che erano le aspettative sulla forza di Herbert di innescare il suo attacco e sulle capacità di Harbaugh di gestire i vari momenti della partita dall'alto della sua grande esperienza. Invece è emerso vincitore del duello Mike Vrabel, la cui difesa ha letteralmente soffocato l'attacco avversario, con Herbert che ha subito sei sack, ma che più in generale non è mai sembrato pericoloso: solo 159 le yard passate. Dall'altro lato Drake Maye, al suo esordio ai play off, pur iniziando male con un turn over, ha trovato tempo per riscattarsi anche senza aver registrato statistiche eccezionali, ma confezionando il momento chiave e di svolta della partita. All'ultimo quarto, con la gara bloccata sul 9-3 e quindi con meno di un touchdown di differenza, Maye ha lanciato in end zone per ventotto yard ad Hunter Henry che ha segnato il touchdown della vittoria. Da quel momento i Chargers, che avevano sprecato tutte le occasioni per portarsi avanti, non hanno più avuto la forza di reagire e hanno finito per perdere meritatamente.

 


Finisce incredibilmente l'era Tomlin a Pittsburgh, dopo diciannove anni, coi tifosi che invocano il suo allontanamento. Ci pensa l'allenatore a fugare ogni dubbio, facendo un passo indietro al primo meeting coi giocatori. Si dedicherà probabilmente alla famiglia e alla televisione.
Finisce incredibilmente l'era Tomlin a Pittsburgh, dopo diciannove anni, coi tifosi che invocano il suo allontanamento. Ci pensa l'allenatore a fugare ogni dubbio, facendo un passo indietro al primo meeting coi giocatori. Si dedicherà probabilmente alla famiglia e alla televisione.

La forza della difesa dei Texans e la caduta di Rodgers e Tomlin. Nell'ultima sfida delle Wild Card, nel palcoscenico del lunedì, gli Houston Texans hanno dominato i Pittsburgh Steelers per 30-6. Una difesa asfissiante ha tormentato Aaron Rodgers, che è uscito dal campo dopo aver subito quattro sack e ha portato Houston alla decima vittoria consecutiva, nonostante i tanti errori soprattutto alla voce fumble, commessi in attacco dai Texans. E pensare che le sensazioni in casa Steelers erano buone, confermate dalla perdita di tre possessi da parte di Houston e dai soli punti concessi dai padroni di casa nei primi tre quarti. Ma chi non capitalizza tre turnover, dai quali trae solo sei punti, si deve preparare all'idea che dai propositi di sorpasso di Rodgers e compagni si può arrivare alla disfatta in un amen, fino al risultato finale di 30-6. Per capire le dimensioni della disfatta è sufficiente rivedere la delusione sui volti dei tifosi di Pittsburg che erano allo stadio e che hanno fischiato la squadra e incitato Tomlin ad andarsene, cosa che quest'ultimo ha poi davvero fatto, dando le dimissioni dopo 19 anni con un annuncio nel meeting coi giocatori, il che è davvero una notizia. E d'altronde ben si comprende la frustrazione dei fan, posto che gli Steelers non sono riusciti neppure quest'anno a sovvertire il trend che li vede sempre qualificati ai play off, ma sempre immediatamente sconfitti.

 

Il notizione di ieri, John Harbaugh chiude in tempi record la ricerca di un nuovo team. Arriva all’alba di giovedì la notizia bomba che i Giants sono alle battute conclusive per finalizzare un accordo su un contratto con John Harbaugh, che ha lasciato Baltimora dopo diciotto anni. Il contratto dovrebbe arrivare alla cifra record di cento milioni di dollari, in cinque anni, rendendo Harbaugh l’allenatore più pagato della Nfl. E si sarebbe trovato l’accordo davanti ai piatti fumanti  del ristorante mediterraneo Elia, di East Rutherford, da foto circolate ieri. Nel momento in cui pubblichiamo non si è ancora trovata la quadra sul contratto definitivo, anche perché sta volta la notizia che Harbaugh sarebbe andato ai Giants è arrivata con estremo anticipo, rispetto al processo di negoziazione del contratto, quasi fosse un’operazione annunciata. Tra l’altro sempre ieri si è saputo che anche Todd Monken l’offensive coordinator a Baltimora dovrebbe seguire il suo capo allenatore ai Giants. Mentre Harbaugh avrebbe già contattato diversi collaboratori di Daboll, per fare il punto sullo stato della squadra.

 

Il divisional round ora si presenta davvero spumeggiante, con tutte sfide incerte e di altissimo livello.

Bills@Broncos. Nella Afc la strada per la gloria passa dalla fredda altitudine di Denver e del Mile High Stadium, tra i padroni di casa Broncos e gli ospiti Bills. I favori del pronostico sono per Denver, apparsa più solida, mentre Buffalo ha sempre dimostrato grandi problemi a tenere gli attacchi su corsa avversari e ultimamente in affanno sulla protezione di Allen. Inoltre, fattore non indifferente, giocare ad un miglio di altitudine non è così facile, neppure per gli atleti della NFL. Tuttavia Allen ha dimostrato di essere in grande condizione e tantissime delle chance della sua squadra passano da lui, per cui Sean Payton dovrà mantenere la giusta tensione ed evitare cali. I Broncos hanno la miglior difesa secondo le statistiche, ma non hanno mai affrontato un attacco di corsa fisico e al contempo imprevedibile come quello dei Bills, per cui la sfida sarà tutta da giocare, atteso anche il fatto che i Bills ci hanno abituato a grandi rimonte.

Texans@Patriots. L'altra sfida della Afc vede i padroni di casa New England Patriots, sulle ali dell'entusiasmo, ospitare gli Houston Texans di Demeco Ryans e la sua difesa d'élite. Tuttavia i Texans, reduci da una striscia vincente di ben dieci partite (ultima sconfitta il 2 novembre scorso contro i Broncos) talvolta faticano in attacco, come ha dimostrato la scarsa connessione tra Stroud e il suo centro e l'infortunio di Collins potrebbe pesare oltre modo, soprattutto perché viene a mancare l'arma numero uno di Stroud, sui terzi down. Mentre i Patriots, quasi imbattibili in casa nei play off, con l'82% di vittorie, hanno un attacco spavaldo grazie alla freschezza di Maye e a una difesa tosta, che ha pressato con sei sack a Herbert, per cui li diamo favoriti. Ma la sorpresa è dietro l'angolo e molto dipenderà dall'inizio del match: se i Patriots non scapperanno in avanti i Texans possono giocarsela fino all'ultimo, soprattutto se sapranno sfiancare la difesa avversaria con le corse. Arma che, di contro, certamente useranno i Patriots con gli scarichi sul tight end per mandare a vuoto gli edge avversari.


Ai 49ers rocca il difficile scontro in division coi Seahwks, due settimane fa era finita 13-3 per i ragazzi di Seattle, ora saranno pure aiutati dalla bolgia del Lumen Field.
Ai 49ers rocca il difficile scontro in division coi Seahwks, due settimane fa era finita 13-3 per i ragazzi di Seattle, ora saranno pure aiutati dalla bolgia del Lumen Field.

49ers@Seahawks. Nella Nfc questa sarà la terza sfida stagionale, dopo i due scontri in regular season, tra due squadre che si conoscono a memoria. Seattle parte favorita in quanto è la vincente della division e della conference, ha vinto l'ultima sfida in Week 18 per 13-3 e gioca in uno degli stadi più rumorosi della lega, mentre i 49ers arrivano dall'impresa contro gli Eagles, in cui hanno vinto ma con grande dispendio di energie fisiche e nervose. Di contro, i dubbi per Seattle sono l'eventuale rottura del ritmo per il bye e la pressione mentale su Darnold, che in passato ha dato idea di sciogliersi come neve al sole quando il gioco si è fatto per veri duri: chiedere anche a Minnesota. E se da un lato tanto dipenderà da quanto i ragazzi di Santa Clara riusciranno a far sbagliare Darnold e quanto Saleh riuscirà a limitare le corse, dall'altro la chiave della partita sarà come i Seahawks sapranno limitare le corse e i passaggi per McCaffrey: se si limita CMC, si costringe Purdy a lanciare sotto pressione costante, cosa a cui non è abituato e si riesce a mandarlo fuori giri. Dovremmo comunque aspettarci una sfida dura, dominata dalle difese.

Rams@Bears. Questa è forse la sfida più difficile da pronosticare delle quattro, perché la condizione delle squadre e le caratteristiche dei loro giocatori prestano lo scontro a tante diverse interpretazioni, tutte possibili. I Bears hanno dalla loro il fattore campo, che non è poco per chi è abituato a giocare al clima di Los Angeles, oltre all'imprevedibilità di un attacco che punta sui giovani e che sembra in crescita e sempre pronto a esplodere e, infine, sono capaci di grandi rimonte (sette vittorie nel quarto quarto, in stagione). I Rams hanno dalla loro l'esperienza di Stafford e di un attacco abituato a giocare le grandi sfide, sotto la regia di McVay che è il miglior allenatore della lega. Ma la chiave della partita potrebbe essere nelle difese: per i Bears la pressione sul quarterback e la secondaria, se riescono a creare un paio di turn over, la spinta del pubblico potrebbe fare il resto. I Rams invece dovranno limitare Caleb Williams, senza farlo uscire dalla tasca in corsa e costringerlo all'errore, sapendo che in avanti possono contare su un Nacua in stato di grazia e che quindi devono cercare di lasciare il tempo a Stafford per lanciare sul medio lungo raggio, con intervalli di corse o passaggi corti su Kyren Williams per dare imprevedibilità.

In ogni caso siamo pronti ad assistere a un grande spettacolo.

 

Alessandro Iovenitti & Matteo Rocchi

 
 
 

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