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Contratti e Nfl, contratti e Ncaa: tra somiglianze e diversità


Dato il recente periodo di fuoco che abbiam vissuto al college, a livello di balletti tra panchine, ci siam chiesti quali differenze e quali aspetti in comune riservino i contratti degli allenatori nelle due realtà. Per durata e bonus i due tipi di contratti posson differire tanto.


Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un importante domino di head coaches nel mondo del college football, con numeri e dettagli molto particolari. Ci è venuta quindi l’idea, per una volta, non di analizzare uno specifico contratto, ma inquadrare e spiegare le basi e dinamiche che vengono generalmente seguite, nella stesura di un contratto in questo ruolo, con particolare attenzione alle differenze tra il mondo professionistico della Nfl e quello collegiale della Ncaa.

Considerando che si tratta di due realtà diverse, per molti aspetti, non sorprende affatto che gli unici due punti in comune riguardino l’esistenza di una compensazione garantita (anche se solo parziale) e di bonus, legati ai risultati. Due categorie molto generiche e per questo anche molto diverse nei dettagli, come si vedrà più avanti.


Attualmente Andy Reid è l'allenatore più pagato in Nfl, i Chiefs gli sborsano annualmente 20 milioni di dollari.
Attualmente Andy Reid è l'allenatore più pagato in Nfl, i Chiefs gli sborsano annualmente 20 milioni di dollari.

Il numero che desta sicuramente più interesse è quello relativo alla compensazione totale, che attualmente vede una differenza di 7 milioni di dollari tra i due allenatori più pagati, rappresentati da Andy Reid (20 milioni per lui) e Kirby Smart con soli tredici milioni, si fa per dire. Confrontare, quindi, i due mondi considerando solo questo parametro risulta difficile, ma soprattutto poco sensato, data la differenza sostanziale di struttura tra le due organizzazioni e, ovviamente, il numero totale di head coaches presenti in esse. Vi basti pensare, comunque, che il gap prima illustrato è tutto sommato abbastanza fedele, se si prendono in analisi le caselle a metà delle due liste, che sono occupate da un salario di 8.5 milioni per Dan Quinn a Washington e circa 2 milioni per Jim Mora (ora passato a Colorado State) e il suo Connecticut dall’altra.

Un’altra differenza importante, fra le tipologie di contratto, la troviamo nulla lunghezza contrattuale, caratteristica nella quale assistiamo a un’inversione di tendenza, con i contratti collegiali più lunghi di quelli legati alla National Football League. In Nfl parliamo di una media di circa 3-5 anni, un numero dunque molto comune all’interno del panorama dello sport professionistico. I contratti sottoscritti nell mondo Ncaa sono, invece, generalmente molto più lunghi, di media circa il doppio, con accordi che possono oscillare tra i 5 e i 10 anni. La particolare lunghezza di molti di questi contratti è frutto spesso dell’inclusione di triggers di estensione automatici, annuali, così come incrementi del salario, nel caso di conseguimenti sportivi come per esempio può essere la vittoria di un bowl.


Jim Mora, novello allenatore di Colorado State, si colloca a metà classifica negli onorari Ncaa, come Dan Quinn fa in Nfl.
Jim Mora, novello allenatore di Colorado State, si colloca a metà classifica negli onorari Ncaa, come Dan Quinn fa in Nfl.

Triggers ed escalators sono invece rari all’interno della Nfl, lega nella quale eventuali estensioni vengono discusse solo in seguito a particolari risultati, su cui il capo allenatore in questione può ovviamente tentare di strappare un rinnovo con adeguamento. In sostanza da una parte abbiamo contratti molto lunghi e dalla forma già profondamente preimpostata, mentre dall’altra abbiamo contratti più corti, ma con più frequenti possibilità di adeguamento in termini economici.

Come specificato all’inizio, entrambe le realtà stipulano contratti che hanno una parte garantita di compensazione, percentuali che si avvicinano spesso all’intero ammontare. Vi sono però importanti differenze nella gestione di queste parti garantite, in termini di clausole, nell’eventualità di una chiusura anticipata del rapporto lavorativo.

Per quanto riguarda la Nfl, a meno che il soggetto in questione non compia qualche azione negativa, in termini di condotta, il licenziamento viene etichettato come without cause (senza causa), assicurando dunque il pagamento di qualunque parte restante di salario all’allenatore. Uno scenario relativamente tranquillo, considerando le circostanze, ma bisogna sottolineare che la persona licenziata ha il dovere di cercare un nuovo impiego, con l’intento di mitigare quanto a lui dovuto contrattualmente. Questo è dovuto alla dinamica che negli Stati Uniti definiscono come offset language, un dettaglio che descrive appunto la gestione del salario rimanente, nel caso di nuovo contratto con diversa squadra. In sostanza avviene un passaggio di testimone (fra le due squadre) nel pagamento della restante parte, ovviamente nei limiti numerici previsti dal nuovo accordo.

La dinamica appena descritta è spesso presente anche nei contratti collegiali, ma nel mondo Ncaa assistiamo a una varietà enormemente più grande, per quanto riguarda le clausole che gestiscono l’eventuale uscita di un head coach, molte di queste anche ironicamente specificate nella stesura.

Mentre nel caso della Nfl non esiste un modus operandi comune, nel mondo collegiale abbiamo la presenza del buyout, ossia della cifra necessaria affinché il rapporto lavorativo venga terminato (una vera e propria buonuscita, come gli alti dirigenti d’azienda nostrani). Queste cifre sono quasi sempre concordate alla firma del contratto, e, dunque, non hanno necessariamente un rapporto diretto con la compensazione, soprattutto nel caso di programmi collegiali di prim’ordine.

L’altro punto in comune, sottolineato all’inizio, riguarda la presenza di bonus contrattuali, ma anche sotto questo aspetto vi è una grossa differenza in termini di varietà. Mentre, per quanto riguarda la Nfl, i bonus sono spesso modesti e solitamente legati a conseguimenti personali o risultati ai play off, nel mondo Ncaa a questi aspetti se ne aggiungono altri, strettamente legati alla natura di un programma collegiale. Possiamo trovare, infatti, bonus legati ai risultati accademici dei giocatori, così come a rankings sull’operazione di recruiting, per arrivare fino alle vendite di biglietti o altri obiettivi del programma. Una serie di opportunità che però possono essere anche causa di licenziamento con giusta causa, qualora l’head coach non abbia operato secondo le regole Ncaa, o secondo la politica dell’università. Argomenti, questi, che possono divenire ovviamente oggetto di eventuali dispute alla chiusura del rapporto assieme, come anche quello del dovere di mitigare l’obbligo di pagamento attraverso la ricerca di un nuovo lavoro prima descritto, scenario sempre molto intricato e di difficile applicazione.

Tutto ciò che è stato illustrato finora ha l’intento di sottolineare come, due figure lavorative apparentemente identiche, possano in realtà presentare forme molto diverse di inquadramento economico in relazione alla lega di appartenenza. Uno dei punti di vitale importanza da comprendere, che si può dedurre dalle precedenti osservazioni, è quello che va oltre l’aspetto meramente numerico e si concentra più sulle differenze culturali di questi due giganteschi ecosistemi sportivi.

 

Luca Corporente

 
 
 

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