Il traguardo fantasy è arrivato, sarà stata vera gloria?
- Alessandro Iovenitti e Marco Patrito

- 3 gen
- Tempo di lettura: 10 min
Un vero giocatore esperto di fantasy football non dimentica mai, che la differenza fra la vittoria e la sconfitta si gioca tanto sulla fortuna. Ma nei nostri Honors ripercorriamo quelle che si son rivelate scelte azzeccate, o scelte da dimenticare.
Care amiche e amici fantallenatori, siamo purtroppo giunti al termine della stagione fantasy 2025. Se per la maggior parte di noi Week 17 serviva solo per chiudere il sipario, con qualche inutile sfida per un posto dispari nella classifica finale, o per evitare di ricevere il premio del disonore rappresentato dal Toilet Bowl, i pochi fortunati, invece, che si sono giocati la vittoria finale hanno potuto vivere, nel bene e nel male, tutte le ultime grandi emozioni, fino in fondo.
Ad ogni modo, che abbiate conquistato l'agognato premio per i vincitori di una lega, o che abbiate chiuso con un premio di consolazione o senza premi, il minimo comun denominatore per tutti è la malinconia dei ricordi di momenti belli e meno belli da poco vissuti, perché sappiamo che dovremo aspettare diversi mesi prima di poter tornare a giocare nuovamente al fantasy.
Ma sappiamo anche che, mentre da appassionati di football comunque potremo godere di Week 18 e dei play off, da buoni fantasy owner non possiamo archiviare la stagione appena trascorsa senza un’approfondita analisi di quel che è stato.

Schizzano le quotazioni 49ers. Di Week 17 ricorderemo la bellissima partita tra 49ers e Bears, con i primi che si dimostrano in grande condizione e vincono 42-38, una partita tanto bella quanto combattuta fino all'ultimo drive, con un grande Purdy e un sontuoso McCaffrey. Mentre la sconfitta dei Bears fa perdere loro la possibilità di puntare al seed 1 della Nfc. Questa vittoria è ancor più importante per San Francisco perché la proietta verso la corsa per il seed uno che si deciderà proprio nello scontro diretto di oggi coi Seahawks. Seattle vincendo non senza qualche difficoltà contro Carolina, si conferma in testa alla conference e alla division con il record 13-3 e attende sta notte.Per il resto, nella conference, accanto a Seahawks, 49ers e Bears, si confermano ai play off gli Eagles, i Rams e i Packers, mentre l'ultimo seed disponibile si deciderà in Week 18 tra i Buccaneers e i Panthers, con i primi che hanno il 27,6% di probabilità e i secondi con il restante 72,4%.
Aspettando la rivarly: Steelers-Ravens per quel posto ai play off. I Denver Broncos, vincono in casa contro i Chiefs 20-13 e vanno sul 13-3 confermando la seed uno della Afc, con i soli Patriots che gli rimangono attaccati dietro con lo stesso record di 13-3. Le probabilità di vincere la conference al momento dicono 70,4% ai Broncos e 25,1% ai Patriots, con i Jaguars che mantengono un piccolissimo 4,5% di chance di fare l'exploit. In ogni caso questo week end sarà decisivo anche per l'ultimo seed disponibile per i play off: tra i Ravens e gli Steelers che si affrontano nella rivarly più accesa della Nfl. L'impressione è che se ce la faranno i Ravens sarà stato per una rimonta ai limiti dell'impossibile, con un Lamar Jackson a mezzo servizio, diversi giocatori infortunati o in scarsa condizione e un grande Henry, solamente in alcune partite.
Nella stagione più incerta di sempre e senza corazzate inespugnabili. Ad ogni modo, sembra che in questa stagione, nonostante le enormi sorprese (non per niente la stagione è stata definita la più inaspettata di sempre, dagli esperti, ma anche agli occhi del tifoso medio ormai) con le squadre sfavorite troppo spesso capaci di sovvertire i pronostici, ogni maledetta domenica, lo spettacolo che abbiamo visto lascia ancora poche sfide decisive. Ad ogni modo, per non dimenticare il termine sorpresa, ricordiamo i 46 punti fantasy inaspettati in PPR di Henry, un Bijan Robinson sontuoso e di un soffio sotto i quaranta punti e un Purdy esagerato con i suoi quasi 37 punti. Di contro, ricordiamo Goff con un voto negativo grazie al disastro suo e della linea di attacco dei Lions e tantissime delusioni, a partire da Jefferson.
Gli Nfl Honors anticipati, in chiave fantasy
Avevamo anticipato nel corso della scorsa settimana che l'hype train e il red flag erano arrivati all'ultima stazione. Dato che ormai sostanzialmente tutte le leghe fantasy sono giunte al termine possiamo rivedere quali sono stati i giocatori più decisivi, in un senso o nell'altro. Ammettiamo che non è affatto semplice fare un'analisi a caldo, tra quei pochissimi, più fortunati che bravi, che ancora festeggiano la propria vittoria, magari grazie ai punteggi monstre di Henry e Robinson e chi si dispera ripensando al tradimento dell'ultima settimana di Goff, Crosby e compagnia bella. Perché tanto ormai lo avrete capito benissimo, nel fantasy la prima componente del gioco è la fortuna. Motivo per cui, per quanto possiate aver lavorato bene e dominato la lega, per quanto possiate aver azzeccato calcoli, trade, movimenti in waiver e scelte della lineup, poi alla fine tutto è sempre e comunque in mano agli dei del fantasy.
L'MVP del fantasy, ma noi vogliamo esagerare e ne segnaliamo tre

Christian McCaffrey, Rb 49ers: sul primo nome da indicare quest'anno come miglior giocatore dell'intera stagione non ci sono dubbi. Innanzitutto, per il suo punteggio eccezionale, con più di 415 punti in PPR ha superato di oltre cinquanta punti il secondo running back, ma soprattutto è il primo giocatore in assoluto, anche sopra i quarterback (rappresentati da Allen che è stato il migliore del 2025 con 385 punti). L'ormai noto Cmc è stato sempre decisivo per i suoi owners, una vera macchina da guerra, al cospetto dei 29 anni ormai compiuti e nonostante diversi infortuni patiti in carriera. Celebriamo in silenzio il suo trionfo, non abbiamo più parole per lui.
Josh Allen, Qb Bills: ci credereste se vi dicessimo che dal 2020, ossia dal suo vero anno di breakout, questa è stata la sua stagione peggiore, ossia la prima che ha chiuso con meno di 400 punti fantasy? Manca ancora Week 18, per cui il suo punteggio può superare quello della scorsa stagione. Ma già così, se anche si chiudesse qui la regular season, i suoi owner come peraltro anche i Bills dovrebbero erigergli una statua, visto che ormai porta sempre più la croce da solo, dato che non ha ricevitori né tight end tra i migliori e che l'unico vero compagno su cui può contare è il running back Cook. Che spesso però risolve le cose da solo e su corsa, quindi, senza regalare nessun punto al buon vecchio Josh. Per cui, l'unico commento possibile è lunga vita a Josh Allen.
Bijan Robinson, Rb Falcons: qualcuno vedendo lui sul terzo e ultimo gradino del podio avrà qualche dubbio, dato che magari avrebbe preferito vedere un tight end come McBride, o un altro running back come Taylor, oppure un quarterback come Stafford. Ma Bijan Robinson questa stagione è stato davvero fenomenale e con oltre 363 punti in PPR ha fatto il terzo rendimento più importante della stagione. Certo, non sono mancate giornate storte, come le Week 8 e 14, in cui con 4,10 e 7,60 punti ha fatto disperare i suoi owner. Ma, in una squadra disfunzionale come i Falcons, tra il disastro Penix e altre scelte incomprensibili, lui è l'unico vero faro che illumina il futuro.
Ecco i nostri prizes individuali

Breakout player of the year. Il premio va a Jaxson Smith-Njigba dei Seahawks. Dopo una prima stagione da rookie discreta e un secondo anno buono, ma non di più, con un draft value da terzo-quarto round lo si attendeva per la stagione decisiva. Che è stata semplicemente fenomenale. Come volume a Seattle è diventato il primo ricevitore indiscusso, ha fugato tutti i dubbi legati, più che altro, a Darnold come lanciatore e ha dimostrato di essere un vero e proprio élite, non solo nello slot e nelle route brevi e intermedie, ma anche nelle ricezioni sul lungo. Ora, dopo i 345,50 punti in PPR, ha tutti i riflettori addosso.
Comeback player of the year. Il nostro è Jonathan Taylor il running back dei Colts che veniva da una buona stagione nel 2024, ma dopo due precedenti stagioni negative e la sola stagione del 2021 con i suoi 369 punti, come vero biglietto da visita per l'immortalità fantasy. Ora, con 358,80 punti in PPR in sedici partite, è il terzo running back assoluto, secondo in Half PPR. Una produzione pazzesca, con quasi 1600 yard in 309 tentativi di corsa e quarantaquattro ricezioni, sommati ai venti touchdown totali, tanta roba davvero. Gli owner che hanno scommesso su di lui si stanno godendo i dividendi e ha solo 26 anni ed è nel suo prime.
Waiver pick up player of the year. Kenneth Gainwell il running back degli Steelers: è il classico giocatore che nessuno guardava durante il draft ma che, preso come piccola scommessa al waiver già dopo Week 1, ha garantito produzione, praticamente costante, fino al momento cruciale della stagione. Merita il premio davanti a Rico Dowdle e Juwan Johnson in quanto, con le sue 527 yard di corsa e 422 yard su passaggio, ma anche le sue 601 yard sui ritorni, è risultato ventesimo running back in PPR nelle leghe che contano un punto ogni quindici yard ritornate. In ogni caso, anche senza i punti dei ritorni, un ottimo flex.

Steal startup draft pick player of the year. La nostra nomina va a Mattew Stafford dei Rams la scelta del suo nome è stata molto difficile, in quanto anche i ricevitori Pickens, 29° assoluto in PPR e Olave 34°, nonché i running back Travis Etienne e Javonte Williams, avrebbero meritato il giusto tributo. A Stafford il premio va più che altro, perché nei draft estivi non veniva mai selezionato come quarterback uno, nelle dynasty, veniva scelto sempre in fondo e anche nelle redraft gli venivano preferiti almeno altri dodici quarterback. Ora, il suo nome è al secondo posto del ruolo, di poco davanti a Maye ed è il giusto premio alla carriera.
Rookie player of the year. Qui facciamo sul serio con Ashton Jeanty dei Riders: dovremmo dire senza mezzi termini che il miglior rookie quest'anno non è stato un giocatore di attacco, ma il linebacker Schwesinger e, tuttavia, volendo seguire la linea di scegliere giocatori di attacco abbiamo puntato sul sicuro. Jeanty non ha avuto una stagione facile, probabilmente per via delle enormi difficoltà palesate dai Raiders, chiaramente impantanati in una stagione pessima. Ma lui ha resistito ed è riuscito a portare a casa prestazioni ed elogi con 888 yard su 240 tentativi di corsa, oltre a 339 yard su passaggio e dieci touchdown totali. Il talento è innegabile e ha 22 anni, se i Raiders migliorano diventerà un élite nel ruolo.
Steal rookie draft pick o Undrafted rookie pick. Il premio va a Chimere Dike wide receiver dei Titans: la nostra scelta potrebbe lasciare perplesso qualcuno, atteso che anche Harold Fannin avrebbe avuto ottimi motivi per avere il riconoscimento, soprattutto in leghe in cui i ritorni non vengono conteggiati. Ad ogni modo, non draftato nella maggior parte delle leghe, Dike ha dapprima guadagnato la fiducia dei Titans come return specialist e annesso record di yards ritornate e poi, dopo aver scavalcato gli altri ricevitori a Tennessee, si è confermato grazie al suo volume di utilizzo, diventando una valida opzione flex. Ora verrà il difficile, confermarsi.

Bust player of the year. Premio meritatissimo, in negativo, per Justin Jefferson dei Vikings. Quest'anno sul nome del bust dell'anno non abbiamo avuto molti dubbi e il motivo è semplicemente uno: quando hai il giocatore che viene draftato tra i top tre overall che, pur giocando tutte le settimane, ti arriva al 177º posto in PPR, 26° del ruolo, con soli 186 punti, dopo tre stagioni con oltre trecento punti, significa che abbiamo un problema e che problema. Non si comprende se il disastro abbia solo la firma del quarterback McCarthy, o se dipende dal coaching staff di Minnesota, oppure se dipende tutto da una sua involuzione personale, magari per problemi di natura fisica di cui non siamo a conoscenza (difficile in Nfl in cui ogni minimo raffreddore sale alla ribalta della cronaca). L'unica cosa, visto che i suoi owner sono furenti per aver investito tanto su di lui, gli auguriamo di rifarsi prontamente il prossimo anno, il premio come back 2026 è lì pronto che lo aspetta.
Chi ha letteralmente spaccato in difesa
Jordyn Brooks, Lb Dolphins: è il difensore idp che ha fatto più punti in assoluto questa stagione, quindi merita sicuramente il premio di difensore dell'anno. Il suo biglietto da visita sono i 174 tackle, secondo score più alto della carriera. È sempre stato un linebacker molto produttivo, per cui sai sempre che con lui in campo i punti li avrai e che la costanza in questo ruolo premia sempre, nel lungo periodo.
Cedric Gray, Lb Titans: il premio della sorpresa dell'anno, o se preferite del difensore da waiver che ha sorpreso di più, se lo giocava con Devin White, anche lui grandissima stagione a Las Vegas, e Nate Landman, ottima stagione a Los Angeles sponda Rams. Vince Gray in quanto a 23 anni e alla seconda stagione in Nfl, dopo una prima stagione piuttosto anonima, in quindici partite è risultato il quinto dei linebacker e sesto idp, con 287 punti totali.
Carson Schweisinger: l'ultimo premio dei giocatori di difesa, il premio tra i rookie difensivi dell'anno va necessariamente a lui, in quanto a 22 anni, al suo primo anno in Nfl, è stato in grado di imporsi in una difesa forte come quella dei Browns e, tranne in Week 2, è andato sempre in doppia cifra di punti, confermando le speranze dei suoi fan e rispettando le previsioni degli analisti. Ha una lunga carriera davanti a sé.
Caro 2025 un saluto, trepidiamo già per il 2026
E così, eccoci qui. La polvere si è posata. I coriandoli (o le lacrime, dipende da come è andata la tua finale) sono stati spazzati via. Il fischio finale è risuonato per la nostra sacra e folle avventura nel Fantasy Football 2025. Prendetevi un momento. Respirate l'odore acre del vostro quaderno degli appunti macchiato di caffè, pieno di trade assurde e di intuizioni che si sono rivelate dei clamorosi disastri. È il momento più dolce amaro dell'anno. Quello in cui realizzi che, per i prossimi lunghissimi 250 giorni circa, la tua chat di lega sarà in silenzio, di meme che non fanno ridere o di qualunque cosa facciano le persone normali quando non stanno ossessivamente monitorando i training camp di agosto. Ma al di là dei trofei e delle penitenze, cosa abbiamo imparato? Che il percorso è sempre la parte migliore, perché conta il viaggio e non l'arrivo, in quanto il divertimento è sempre più importante del risultato. Abbiamo litigato, ci siamo ricongiunti, abbiamo esultato per touchdown segnati da illustri sconosciuti del terzo down, abbiamo maledetto il kicker che ha sbagliato il field goal della vittoria per mezza yard. Ma, in fondo, abbiamo scoperto che la nostra passione ci ha regalato amicizie che possono reggere persino dopo una trade disastrosa. E in ogni istante eravamo qui, connessi dalla stessa incomprensibile ossessione per il football e il fantasy. Quindi, mentre mandiamo in letargo le nostre liste infortuni e i nostri sogni di gloria, ricordate: il Fantasy Football non è un hobby, è uno stato mentale. Per cui, senza sprecare ulteriori parole, dopo aver salutato la stagione 2025 vi auguriamo uno splendido 2026, per il quale il nuovo inizio è rappresentato dal draft della vostra lega. Fino ad allora godetevi il silenzio, ma non troppo, perché siamo sicuri che avrete già iniziato a studiare i nuovi prospetti.
Alessandro Iovenitti & Marco Patrito



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