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(NOT SO) HOT SEAT: Perché il Coaching Carousel del college football deve ancora mettersi in moto in questa stagione

3 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min

​A differenza dello scorso anno, quando alle porte di Week 7 si contavano già sei panchine Power Conference saltate (tra cui Stanford, Arkansas, UCLA e la separazione tra Penn State e James Franklin), il 2026 registra una netta frenata. Nonostante l'assenza di crolli verticali nei programmi di maggior rilievo, le delusioni e i malumori delle fanbases non mancano. Tuttavia, il Coaching Carousel vive una fase di stasi e profonda trasformazione.

​Dopo i record del recente passato con i buyout monstre pagati da Texas A&M per Jimbo Fisher (77 milioni), LSU per Brian Kelly (54M) e Penn State per Franklin (48M), le dirigenze sportive stanno oggi adottando una linea più pragmatica.


​Le cause del rallentamento

​Tra i motivi che hanno portato a questa frenata si annoverano innanzitutto l’esplosione dei costi del roster. Tra NIL e Revenue Sharing, la priorità economica si è spostata dai buyout alla costruzione della squadra, con i top roster che sfiorano i 60 milioni di dollari e i compensi delle stelle in squadra pronti a toccare gli 8 milioni nel 2027.


​A ciò si aggiunge l’incertezza legislativa e strutturale: l'attesa per l'approvazione del Protect College Sports Act alla Camera, che mirerebbe a frenare il mercato selvaggio dei NIL e a porre un tetto alle commissioni degli agenti, unita alle discussioni sull'espansione dei playoff a 28 squadre e sulla stabilizzazione dell'eleggibilità a 5 anni solari, spinge gli Athletic Director alla cautela.


​Infine, influisce la polarizzazione del talento e la crisi del Group of 6, dove i programmi minori subiscono il saccheggio sistematico del talento da parte della Power 4, faticando ad amalgamare roster stravolti ogni anno e registrando un calo drastico dei successi contro i power programs, scesi dai 23 del 2018 ai soli 13 del 2026.


​L’identikit del nuovo Head Coach: dal “Generale” al CEO


​Dal 2018 a oggi, l’età media degli Head Coach è crollata da 52-54 anni, epoca in cui militavano sulla sideline leggende come Nick Saban, Mack Brown, Kirk Ferentz, Gary Patterson, Mike Leach, Frank Solich e Bill Snyder, agli attuali 46-47 anni, con la SEC a quota 47, il dato più basso dal 1998. Parallelamente, il numero di coordinatori e assistenti on-field sotto i 35 anni è aumentato del 50%.


​La figura dell'allenatore si è evoluta radicalmente: non si cerca più il maestro tattico d'altri tempi, ma un coach-manager capace di gestire capitali, attrarre sponsor, preservare il brand e negoziare costantemente con i giocatori sia sul Transfer Portal sia per trattenerli a fine anno, oltre che applicare sul campo schemi dinamici come RPO, ritmi ultra-veloci e coperture simulate per valorizzare subito il talento.


​Situazioni calde e scenari di mercato


​Nonostante la cautela generale, diverse panchine d'élite rimangono sotto stretta osservazione.



​Lincoln Riley


​USC — Buyout: $70M

Rappresenterebbe il secondo buyout più alto della storia dopo Jimbo Fisher. Il problema principale resta l'incapacità di vincere i big game, ma il precedente di Penn State, passata da Franklin a Matt Campbell senza garanzie immediate, e la pazienza premiata in altri contesti come Baylor, Mississippi State e Wisconsin suggeriscono prudenza. Come possibili sostituti si valutano opzioni d'élite come Spencer Danielson di Boise State e Kalani Sitake di BYU, affiancati da profili emergenti come Kenny Dillingham di Arizona State e Jedd Fisch di Washington.


​Dabo Swinney


​Clemson — Buyout: $57M

Il licenziamento è altamente improbabile, dato che i ricavi e i costi del programma di football sono quasi in pareggio e lasciano poche risorse per finanziare gli altri sport, a cui si aggiunge la battaglia che Clemson porta avanti per abbandonare la ACC. Tra i possibili sostituti figurano Tony Elliott di Virginia per continuità storica, oppure alternative come Rhett Lashlee di SMU, Jake Dickert di Wake Forest e Jamey Chadwell di Liberty per il connubio tra ottimizzazione delle risorse e risultati immediati, mentre appaiono più difficili le piste che portano a coordinatori di alto livello come Buster Faulkner di Florida o Kane Wommack di Alabama.



​Mike Norvell


​Florida State — Buyout: $51M

Il quadro è complesso a causa delle tensioni istituzionali, della volontà di FSU di uscire dalla ACC e del recente allontanamento dell'AD Mike Alford, che evidenzia il forte peso dei boosters, oltre a un buyout che può salire potenzialmente a 68 milioni considerando il resto dello staff. Per la successione si fanno i nomi di profili d'alto livello come Glenn Schumann, defensive coordinator di Georgia, Buster Faulkner ed Eli Drinkwitz di Missouri, con Kenny Dillingham più defilato e le ipotesi di una mossa mediatica come Deion Sanders o il ritorno di Alex Atkins considerate improbabili.


​Deion Sanders


​Colorado — Buyout: $26M

L'effetto mediatico sembra esaurito, con un'anemia offensiva che ferma la squadra a 18,6 punti a partita e una gestione d'azzardo tra il prolungamento del contratto e la gestione del quarterback Julian Lewis, sebbene al momento non si delineino successori chiari pur circolando i nomi di Dan Mullen di UNLV per esperienza e stabilità, di un program builder come Willie Fritz degli Houston Cougars o di Jason Eck da New Mexico come nome in ascesa.


​Shane Beamer


​South Carolina — Buyout: $22M

La solidità finanziaria del programma si scontra con l'assenza di clausole di offset, obbligando South Carolina a versare l'intero importo anche in caso di nuova sistemazione del coach. Come possibili sostituti si valutano nomi sostenibili come Jason Eck di New Mexico e Shannon Dawson, offensive coordinator di Miami, mentre target più onerosi come Faulkner, Elliott o Charles Huff di Memphis appaiono complessi.


​Greg Schiano


​Rutgers — Buyout: $18.6M

Il problema principale è di natura finanziaria oltre che di campo, considerando che dal 2014 il programma ha accumulato perdite vicine ai 500 milioni di dollari e vanta un budget roster attuale di 25 milioni a fronte di una media Big Ten proiettata a 35 milioni dal 2027, rendendo difficile per la nuova AD Keli Zinn accollarsi il costo del licenziamento. Come possibili sostituti figurano Brian Kelly come soluzione più ovvia per via della collaborazione passata con Keli Zinn, alternative sulla sua scia come Blake Baker, attuale defensive coordinator di LSU, o Corey Heatherman, defensive coordinator a Miami ed ex linebackers coach sotto Schiano, un modello alla Curt Cignetti cercando profili vincenti a diversi livelli in passato come K.C. Keeler, head coach a Temple, senza escludere la pista che porta a Joe Harasymiak, ex defensive coordinator a Rutgers e autore dell’upset di UMass ai danni degli Scarlet Knights.

 
 
 

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