Play off con qualche conferma e tante sorprese emergenti
- Matteo Spelat

- 24 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Si parla spesso delle corazzate, ma a Delaware riesce in una stagione il salto di categoria e pure la vittoria, al primo tentativo, di un bowl. Da segnalare anche la caduta della favorita Texas A&M contro gli Hurricanes di Miami.
Dopo una lunga regular season con un tourbillon di emozioni dentro e fuori dal campo, finalmente siamo giunti al momento tanto atteso: i play off nazionali. La settimana scorsa, l’inizio della bowl season, con le prime sfide tra le squadre che sono rimaste fuori dal bracket, ma con l’occasione di mettere qualche pezzo di argenteria in bacheca, è stato solo l’antipasto del piatto forte di quest’ultimo week end. Un primo turno che ci lascia sostanzialmente soddisfatti, con poche sorprese e già l’acquolina in bocca pensando agli incroci che ci attendono ai quarti di finale.
DeBoer sorride, Venables fuori ma con onore

Partiamo dalla sfida più attesa di questo primo turno, quella tra due dei giganti della SEC Alabama e Oklahoma. A Norman l'atmosfera sugli spalti era quella delle grandi occasioni: i Sooners, per i primi trenta minuti, hanno decisamente cavalcato quell'energia, andando all’half time in vantaggio. Tuttavia il secondo tempo ci ricorda perché può essere un azzardo scommettere le proprie fiches contro DeBoer, Ty Simpson e i loro Tides. L'aggiustamento difensivo di Alabama è stato da manuale, portando le safety nel box e soffocando il gioco di corsa di Oklahoma. Costretti a lanciare su terzi e lunghi, i Sooners si sono man mano sgretolati. L'attacco di Bama ha segnato venti punti consecutivi, senza risposta, portando a casa la partita sul punteggio finale di 34-24. Si tratta della prima vittoria in trasferta nella storia del nuovo formato dei play off. La banda Venables esce così con il rimpianto di non aver chiuso la partita, quando ne aveva l'occasione, ma lo fa a testa altissima dopo una stagione ottima con alcuni picchi importanti. DeBoer si dimostra un vecchio lupo di mare che sa navigare bene nelle acque tempestose dei play off.
Miami tiene a tre soli punti i favoriti Aggies

Texas A&M arrivava da favorita allo scontro coi Miami Hurricanes, spinta dal calore di un’intera fan base che per tutta la stagione ha sognato ad occhi aperti, vedendo veleggiare i propri ragazzi nei piani nobili del ranking. Purtroppo però i Canes hanno saputo spegnere uno dei pubblici più caldi d’America, ribaltando un pronostico che in molti avevano già definito sentenza. Cristobal ha saputo incartare gli Aggies da buon furbacchione qual è, con una prestazione difensiva degli Hurricanes a dir poco da applausi. La d-line di Miami ha letteralmente dominato, lasciandoci come risultato finale un risicatissimo 10-3, che è la rappresentazione plastica di una partita decisa dai dettagli: un turn over forzato da Miami nelle proprie venti yard nel quarto periodo e un drive da sette minuti per consumare il cronometro. Miami, quindi, avanza al turno successivo dimostrando di avere anche una tenuta mentale non da poco, considerando il catino bollente in cui hanno saputo vincere. Una vittoria di carattere che certamente ha un valore psicologico altissimo, in vista della prossima partita che li vedrà opposti a Ohio State. Gli Aggies, invece, pagano forse quel derby perso malamente contro Texas che, molto probabilmente, ha lasciato strascichi dall’impatto negativo e aperto ulteriormente crepe palesatesi nel finale di stagione.
Chi segretamente sperava nello sgambetto di Tulane è rimasto deluso
C'era la speranza romantica che Tulane potesse fare lo sgambetto a Oxford, in casa dei Rebels. Quella speranza è durata circa un quarto. Ole Miss ha messo in scena una prestazione offensiva che ha evidenziato il divario atletico tra le due conference. L'attacco dei Rebels ha colpito sul profondo a ripetizione, allargando la difesa di Tulane fino a spezzarla: 41-10 il finale. Tulane va elogiata per una stagione straordinaria e Sumrall, già nuovo coach di Florida, può chiudere i bagagli tra gli applausi dei tifosi. Ole Miss, sotto la guida del nuovo allenatore subentrato a Kiffin, Golding, ha mandato un messaggio chiaro a Georgia: il loro attacco è in palla e soprattutto sano.
Onore delle armi a James Madison, ma i Ducks risolvono con oltre cinquanta punti

Lo diciamo fin da subito: onore a James Madison. Entrare all'Autzen Stadium, uno dei luoghi più ostili e rumorosi del college football, segnando 34 punti è un'impresa che merita rispetto. I Dukes hanno giocato a viso aperto, senza nulla da perdere, regalando momenti di puro divertimento. Ma Oregon, i Ducks, sono una macchina diversa. Hanno risposto colpo su colpo, trasformando la partita in una vera e propria fiera del touchdown e piazzando cinquantun punti a tabellone, per quasi seicento yard di offense totale. Ogni volta che JMU si avvicinava, Oregon trovava un big play per ristabilire le distanze. Il verdetto: 51-34. Oregon avanza, ma la prestazione orripilante della difesa fa scattare un campanello di allarme abbastanza inquietante, considerando che all’orizzonte ci sono i freschi campioni della Big XII, Texas Tech.
Mentre i giganti si sfidavano per proseguire la strada verso il titolo nazionale, la Bowl Season ci ha regalato le solite storie incredibili che solo il nostro amato College football sa offrire. Due partite in particolare hanno attirato la attenzioni senza deludere.
Delaware: occupa di diritto un posto fra gli astri nascenti

Dobbiamo assolutamente parlare di Delaware, fino all'anno scorso ancora in Fcs. Quest'anno, non solo è riuscita a completare la transizione in Fbs (quindi in prima divisione), ma ha vinto un Bowl al primo tentativo, un'impresa riuscita a pochissimi nella storia (sono infatti la seconda squadra a farlo). Contro Louisiana, i Blue Hens hanno giocato una partita tutto cuore, tenacia ed entusiasmo. Sotto nel punteggio, si sono affidati al running game, con una corsa da 61 yard del running back Jo Silver, nel quarto periodo, che ha spaccato la partita prima di concludere sul 20-13 finale. Con questa vittoria, Delaware dimostra di poter stare in questa categoria e che può essere tranquillamente l’inizio di un ciclo carico di soddisfazioni.
Xbox Bowl, ma questa volta non è una sfida a COD
In quel di Frisco, l'Xbox Bowl disputato giovedì sera ha visto Arkansas State battere Missouri State 34-28, ma la notizia importante è un'altra. Corey Rucker, uno dei ricevitori dei Red Wolves, ha messo in piedi una prestazione importante: 166 yard e un touchdown, superando in questo modo la barriera delle 4 mila yard in carriera, proprio in questa partita. Missouri State ha tentato una rimonta furiosa nel finale, recuperando dal 31-7, ma il cronometro è stato purtroppo inclemente. Una partita decisamente divertente, chiusa con l'intercetto della vittoria sulla goal line.
North Carolina State lascia a secco i Tigers, in quello che doveva essere un incontro tirato

Chiudiamo con il venerdì sera in Florida, a Tampa. Ci si aspettava una partita senza esclusioni di colpi tra l'attacco dei Memphis Tigers e quello di North Carolina State. Invece, abbiamo visto un monologo dei Wolfpack. Il protagonista assoluto è stato il quarterback CJ Bailey, autore di una prestazione caratterizzata da una calma disarmante, nel lanciare due touchdown e correndone un altro, senza mai mettere la palla a rischio. Dall'altra parte, la difesa di North Carolina State ha completamente annullato il gioco aereo dei Tigers, tenendoli a soli sette punti. Finisce così 31-7 per i Wolfpack, che chiudono la stagione con un borsino di 8-5, record che però forse non rende giustizia alla qualità vista in campo in quest'ultima uscita, che può essere un buon viatico per la prossima stagione, specialmente se si parla di un programma con una tradizione importante e un seguito che non in molti possono vantare.
Matteo Spelat



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