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Un balletto di allenatori intenso che coinvolge diversi college


Quella passata è stata una settimana veramente movimentata sulle panchine universitarie e il trend non sembra arrestarsi, con le ultime big news arrivate in nottata. Questo è il periodo dell’anno in cui si fan tanti bilanci sulla stagione ormai agli sgoccioli.


È stata una Week 13 intensa al punto giusto, con il campo che ha decretato verdetti importanti un po' in tutte le conference con la bowl season e i play off ormai alle porte. Il tutto reso più scoppiettante da un’intensissima serie di notizie, sugli allenatori, che ci da diversi spunti di riflessione su quelle che saranno le strategie, a breve e lungo termine, dei programmi coinvolti. Senza ulteriori indugi, ci concentreremo più sul valzer delle panchine che è decisamente il piatto forte di questo ricco buffet.

 

Coach Elliot e i suoi verso l’ACC Championship, battuta anche Virginia Tech

 

I Cavs portano a casa la rivalry contro gli Hokies, staccando ufficialmente il pass per l’ACC Championship che li vedrà opposti a Duke. Partita mai in discussione finita 27-7, con Virginia che ha saputo bilanciare molto bene sia le corse che il pass game e la defensive line che non ha lasciato praticamente spazi agli avversari, fermatisi a 197 yard offensive totali, troppo poco per impensierire i ragazzi di coach Elliott, deus ex machina che raccoglie i meritati frutti dopo anni difficili di rebuilding.

 

I Lupi finalmente ululano, niente da fare per San Diego State

 

I Lobos battono gli Aztecs 23-17 confermando l’ottima stagione, dopo annate di magra, con un borsino di 9-3 che testimonia il grande lavoro svolto da coach Eck, coadiuvato dalle prestazioni più che positive del quarterback Jack Layne e del wide receiver Cade Keith, che in più occasioni hanno dimostrato di essere in gran sintonia. Due over time che si concludono grazie a Layne che trova Keith per un touchdown da venticinque yard che decide l’incontro. Purtroppo la vittoria, seppur importante, non consente a New Mexico di partecipare al Championship per il titolo della Mountain West. Il loro Athletic department, in un lungo post pubblicato sui social domenica sera, ha lanciato una frecciatina nei confronti del metodo di selezione delle squadre partecipanti al Championship. Elogiando però tutti coloro che hanno contribuito ai risultati raggiunti in questa stagione da New Mexico.

 

Aggies non più invincibili nello scontro fra le due Texas

 


Texas A&M, con la sconfitta coi rivali di Texas, dice addio alla partecipazione al Championship.
Texas A&M, con la sconfitta coi rivali di Texas, dice addio alla partecipazione al Championship.

Il Lone Star showdown, la rivarly più calda e importante dello stato del football, si chiude con la vittoria dei Longhorns sugli Aggies per 27-17. Texas A&M dice così addio al suo record di imbattibilità e alla partecipazione al SEC Championship, in favore di Alabama, nonostante questi ultimi vantino un record peggiore (misteri del college football). I ragazzi di Sarkisian sono riusciti a imporre il loro ritmo dopo qualche difficoltà iniziale, grazie al contributo di un buon Manning e del running back Quintrevion Wisner, autore di più di 150 yard nella ripresa. Una brutta sconfitta per gli Aggies, che lascia l’amaro in bocca per aver perso la possibilità di chiudere la regular season con zero sconfitte e con potenziali strascichi a livello mentale, che potrebbero avere ripercussioni inquietanti in vista dei play off.

 

Tutto sui cambi panchina, tante notizie e diverse sorprese

 

Questa settimana è stata ricca di notizie soprattutto dal punto di vista allenatoriale, con tanti tasselli andati al loro posto e alcuni dove proprio non ci si aspettava. Quest’anno il mercato degli allenatori e delle notizie ha raggiunto livelli di follia, forse mai visti prima.


Il cambio panchina più annunciato è arrivato, Lane Kiffin prende in mano il timone di LSU.
Il cambio panchina più annunciato è arrivato, Lane Kiffin prende in mano il timone di LSU.

Dopo settimane di speculazioni e voci che lo davano praticamente già accasato a Florida, Lane Kiffin è stato presentato come nuovo capo allenatore di LSU in quel di Baton Rouge. Un “Kiffone” raggiante e molto a suo agio davanti alle telecamere ha spiegato i motivi della sua scelta: “Questo posto è diverso, vogliamo costruire il programma migliore del Paese” e ha parlato di priorità chiare, ovvero: staff, recruiting in Louisiana e ritorno ai play off. L’accordo sottoscritto col programma in Louisiana è di sette anni, con un valore indicativo attorno a dodici milioni di dollari a stagione. Vale a dire circa 84 milioni complessivi che con bonus e garanzie arrivano a un tetto totale di 91 milioni di dollari. In ogni caso parliamo di un contratto tra i più ricchi del college football. Kiffin lascia così Ole Miss, per una piazza con risorse enormi e aspettative altissime. Il messaggio che ha mandato è stato netto: puntare ai migliori prospetti dello Stato e ricostruire LSU come destinazione preferenziale per i top recruit. Le cifre e la ridefinizione dello staff saranno elementi determinanti, nei prossimi mesi.


Florida, dovendo rinunciare a Kiffin, ripiega agilmente su Sumrall ex Tulane.
Florida, dovendo rinunciare a Kiffin, ripiega agilmente su Sumrall ex Tulane.

L’arrivo del Kiffone in casa Tigers ha, certamente, determinato un effetto domino sul mercato allenatori e i primi che lo han subito son stati i Gators. Florida infatti è stata, per settimane, la pretendente principale per l’ex coach dei Rebels e, una volta che le voci sull’accordo si facevano più insistenti, il board ha deciso di spostarsi su altri profili. Figure come Jedd Fisch (ex Gator e attualmente coach di Washington), Jeff Brohm di Louisville e Jon Sumrall di Tulane sono state accostate al programma durante il week end. La scelta finale non si è fatta attendere, con Sumrall presentato come nuovo head coach. Il neo allenatore ha sottolineato il suo approccio basato su tre punti cardine: “tenacia, senso di resposabilità e recruiting locale”, dichiarando che si metterà subito al lavoro a inizio off season. In questo caso il contratto di è di sei anni per circa 45 milioni totali, con incentivi legati al raggiungimento dei play off e altri traguardi (in soldoni, una media annuale attorno ai 7,5 milioni). L’accordo include anche una figura di front ovvero Dave Caldwell, con compiti di gestione del salary cap e scouting a livello Nfl.  Sumrall ha voluto precisare che Florida: “Ha le risorse, la tradizione e la passione” per tornare a competere ai massimi livelli e che il primo compito sarà mettere a posto lo staff offensivo. Il board ha puntato forte su di lui,  facendosi ingolosire dal suo profilo da vincente e sulla sua capacità di gestire il recruiting in Florida.

Dopo dodici stagioni, Kentucky ha deciso di separarsi da Mark Stoops, l’head coach più longevo nella storia del programma, che aveva riportato i Wildcats a un livello competitivo costante. La notizia del licenziamento, dovuto ad una stagione decisamente negativa, è arrivata proprio dall’ateneo. La scelta indica una virata netta: subito dopo l’uscita di Stoops, Kentucky ha puntato su Will Stein, giovane offensive coordinator di Oregon, ritenuto uno dei migliori coordinatori emergenti del Paese. La dirigenza punta ad avere un attacco moderno e un cambio di ritmo, soprattutto dopo una stagione in cui Kentucky non ha mostrato crescita, nei fondamentali offensivi e non ha ottenuto un record positivo. Stein porta la reputazione di gran sviluppatore di quarterback e una mentalità aggressiva nelle chiamate. L’intera fan base spera che sia la scelta giusta per riportare i Wildcats a essere una squadra di buon livello, all’interno di una conference competitiva come la SEC.


Per Fitzgerald a Michigan State il mandato è chiaro: ridare fiducia e motivazioni all'ambiente.
Per Fitzgerald a Michigan State il mandato è chiaro: ridare fiducia e motivazioni all'ambiente.

Un’altra panchina del Midwest che salta, dopo quella di Penn State diverse settimane fa. Michigan State ha, infatti, licenziato Jonathan Smith dopo una stagione fallimentare in Big Ten, Smith, arrivato dopo aver fatto molto bene a Oregon State, non è riuscito a risollevare i risultati né a stabilizzare il roster nel transfer portal.

A seguito di ciò, Pat Fitzgerald è stato annunciato come nuovo head coach. Fitzgerald arriva con un contratto pluriennale e un chiaro mandato: ripristinare leadership, fiducia e identità dopo diverse stagioni complicate. Noto per la sua lunga esperienza a Northwestern, Fitzgerald torna in Big Ten con l’obiettivo di ricostruire un rapporto solido con la comunità, puntare su un forte recruiting nel Midwest e dare credibilità a un programma che ne è privo da anni. Il board ha dichiarato di voler riportare gli Spartans a essere una presenza costante nelle prime venticinque del ranking e che Fitzgerald è il profilo perfetto, per avviare un processo di ricostruzione qualitativamente valido.

Altro giro, altra corsa sotto il sole californiano. Dopo il cambio di panchina di una settimana fa a Berkeley, con Wilcox sollevato dal ruolo di coach dei Golden Bears, Bob Chesney (proveniente da James Madison) è stato scelto per guidare UCLA firmando un accordo della durata di circa cinque anni, formalizzazione condizionata al completamento degli impegni con JMU. I Bruins optano così per un profilo che ha saputo costruire un progetto vincente in Sun Belt. Cercano stabilità dopo stagioni altalenanti (anche dovute alla mancanza di fondi) e puntano su un coach noto, per i sistemi difensivi ben organizzati e per lo sviluppo del roster.



Drew Luck piazza la sua prima mossa da GM e arruola Pritchard a Stanford.
Drew Luck piazza la sua prima mossa da GM e arruola Pritchard a Stanford.

Rimaniamo in California, questa volta però spostandoci verso la Bay Area, a Stanford. Andrew Luck, nuovo general manager in pectore dei Cardinals, con una mossa a sorpresa, ha firmato Tavita Pritchard, quarterback coordinator dei Washington Commanders, come nuovo capo allenatore. Si tratta di un arrivo dal sapore romantico, in quanto Pritchard è un ex studente di Stanford nonché quarterback per un triennio, dal 2006 al 2009. Inoltre può vantare già una prima esperienza nel coaching staff dei Cardinals, avendo ricoperto quasi tutti i ruoli da coach di posizione in attacco e anche quello di coordinatore. Ha avuto l’opportunità recente di contribuire allo sviluppo di Jayden Daniels, offensive rookie of the year della scorsa stagione e vincitore dell’Heisman Trophy a LSU. Questo passaggio in Nfl è considerato molto importante per la sua credibilità tecnica, in quanto può essere in grado di instillare nei giovani il giusto atteggiamento, per un eventuale salto dal college ai pro. Inoltre, il fatto di essere un volto noto e apprezzato dalla sua Alma mater, è un fattore molto importante in termini di sicurezza e serenità anche per i tifosi, dopo anni di delusioni.

L’atmosfera si è fatta calda anche nel profondo sud, questa volta in Alabama, ad Auburn. Dopo aver inseguito per diverse settimane Sumrall, accasatosi poi ai Gators, i Tigers hanno annunciato l’assunzione di Alex Golesh di USF con un accordo pluriennale. Golesh arriva dopo essere stato per lungo tempo in pole position, come potenziale nuovo coach di Arkansas e con la fama di aver trasformato South Florida in un programma competitivo, con un attacco molto produttivo. Golesh ha ringraziato Auburn per l’opportunità e ha promesso un lavoro intenso sul recruiting e sullo staff. La caldissima tifoseria dell’Alabama attende segnali rapidi di svolta e un ritorno a livelli di competitività degni del programma.

Dopo aver avuto praticamente in mano Golesh, per diverso tempo, Arkansas ha dovuto ripiegare rapidamente su un profilo diverso, per rimpiazzare Bobby Petrino, che ha lasciato Fayetteville con una bella lettera di commiato e pronto alla meritata pensione. I Razorbacks hanno rotto gli indugi, annunciando ufficialmente Ryan Silverfield come nuovo head coach. Una scelta davvero interessante, considerando l’esperienza che quest’ultimo porta, dopo ottimi anni alla guida di Memphis e la fama di giustiziere di squadre provenienti dalle Power Five. I tifosi, così come il board, si aspettano un impatto immediato anche se consapevoli che in SEC sarà difficile scalzare i tanti mostri sacri che la popolano.

Dulcis in fundo Kalani Sitake rimarrà allenatore capo a BYU, grazie al rinnovo contrattuale annunciato in nottata.

Matteo Spelat

 
 
 

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